Eddie Peaker, arte nude e cruda alla Lorcan O’Neill

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Ha organizzato una partita di calcio fra giocatori nudi alla Royal Academy di Londra. L’esibizione, si chiamava “Touch”, è piaciuta talmente tanto dalle parti di Sua Maestà che gli è stata commissionata dalla Tate Modern un’installazione ad hoc da esporre in occasione della prossima apertura della nuova ala espositiva “Oil Tank” all’interno del museo, a fine luglio in coincidenza con i Giochi Olimpici.

Eddie Peak, nuova star dell’arte contemporanea britannica, approda alla galleria Lorcan O’neill con la personale “Call 2 arms”, in scena da oggi al 7 settembre. Pittore, scultore, performer, coreografo e alcune volte perfino curatore, l’inglese sta facendo molto parlare di sè con le sue opere provocanti e sorprendenti, che indagano l’ambiguità della vita urbana odierna attraverso le sempre più promiscue identità sessuali della sua gente.

L’esposizione negli spazi capitolini di via Orti d’Alibert (inaugurazione alle 18) presenta grandi tele, dipinte con colori vivaci a spray, che raffigurano facce sorridenti, realizzate usando la superficie negativa ottenuta con buste di plastica e sciarpe. Ci sono poi i nuovi lavori dai colori luminosi realizzati su pannelli in acciaio lucido. In questi lavori Peake riflette con parole e immagini, che oscurano e rivelano allo stesso tempo gli elementi presenti, scoprendo parti della superficie specchiante sottostante, che a sua volta riflette lo spettatore e lo forza a essere protagonista – volente o non – di un’immagine a più strati. Il giovane londinese “gioca” inoltre con un’installazione fatta con poster in bianco e nero di istantanee catturate durante le sue performance, da cui pendono piccoli pannelli dai toni pastello con testi e immagini. L’artista classe 1981 fa riferimento alle intense emozioni della vita, con messaggi scritti in codice – tipici del linguaggio su cellulari e chat – ritornelli di canzoni, slogan sportivi e altri inni.

Una stanza temporanea, infine, occupa il centro della sala principale: l’ingombrante struttura permette al pubblico di avere solo una visione parziale delle opere appese e, al tempo stesso, lo sfida a confrontarsi con un altro tipo di spazio negativo e lo forza a muoversi e ad agire come un voyeur tra le opere d’arte.

Fra. Ga.