Notte molto nera, diario fotografico di una strage

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A trent’anni dal suo avvenimento, una mostra riporta alla luce uno dei più feroci episodi del conflitto mediorientale: la strage di Sabra e Chatila, andata in scena tra il 16 e il 18 settembre del 1982 e rimasta impunita malgrado l’efferata uccisione di circa tremilacinquecento civili palestinesi per mano delle falangi cristiane del governo libanese. “Notte molto nera”, questo il titolo dell’esposizione alla Casa della Memoria e della Storia da oggi al 21 settembre, nasce da un viaggio in Libano della fotografa e antropologa visiva Laura Cusano al seguito del Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila, nato nel 2000 per volontà del giornalista scomparso Stefano Chiarini con l’intento di sottrarre il massacro all’oblio.

Venti immagini in grande formato evidenziano lo stretto legame che intercorre tra memoria e fotografie. Viaggiando al seguito del Comitato – che ogni anno si reca sui luoghi della strage nei giorni dell’anniversario per dimostrare vicinanza e solidarietà al popolo palestinese e ribadire la necessità del rispetto della risoluzione Onu 194 sul diritto al ritorno, per mettere fine alle vessate condizioni dei profughi – Laura Cusano si è interrogata sulla relazione che le fotografie delle vittime intrattengono con la memoria dei sopravvissuti, sperimentando la centralità dell’immagine nel processo di “rimemorazione” in tutta la sua potenza simbolica e affettiva. Il titolo della mostra è ispirato a una frase utilizzata da Jean Genet in quella che è stata definita la descrizione più poetica del massacro nell’immediata apertura dei campi dopo la strage.

Il percorso fotografico (a cura della Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e Biblioteche di Roma) comprende anche immagini sulla criticità della condizione infantile, il Gaza Hospital e le cerimonie di commemorazione, mentre una parte dell’area espositiva è riservata alla documentazione storica dell’evento con immagini di repertorio, articoli e un pannello introduttivo che illustra gli intenti espositivi.