Antonio Giuliani, risate con mammà

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Risate contro la crisi con Antonio Giuliani all’Ombra del Colosseo. L’attore e autore romano sarà protagonista di uno one man show da stasera fino al 16 luglio sul palco della kermesse comica al Parco del Celio. Lavoro, quotidianità, famiglia, stranezze e varie saranno al centro dello spettacolo “Meno male che magno da mia madre”, nel quale Giuliani rilegge in chiave comica eventi e persone che popolano la vita di tutti i giorni degli abitanti della Città Eterna e non solo.

Lo show è un omaggio che Giuliani, mattatore storico de “All’ombra del Colosseo”, rivolge al proprio pubblico, lo stesso che lo segue dai tempi lontani delle prime apparizioni tv e degli spettacoli nei cabaret, quando decise di lasciare il lavoro, poco “artistico” ma comunque dallo stipendio sicuro, per fare il comico. Romano doc e con il cuore giallorosso, Giuliani ha lavorato per anni nei cantieri costruendo controsoffitti, alternando il lavoro, la mattina e le serate nei locali fino a tarda notte. Nei primi anni Novanta si fa notare in trasmissioni tv come “Stasera mi butto”, “La sai l’ultima”, “Beato tra le donne” e, naturalmente, il “Seven Show”, un calderone comico in stile “Zelig”.

Giuliani è anche autore di se stesso e ha scritto numerose commedie, insieme ai sodali Maurizio Francabandiera e Alessandro Barca (coautori anche di “Meno male che magno da mia madre”). Nel 2003 ha riempito la Curva Sud dell’Olimpico per lo spettacolo “Tutto in Curva”, esibendosi davanti a 18mila spettatori. Come per tanti suoi colleghi, Giuliani trae l’ispirazione dalle persone e dalle situazioni viste per strada, in mezzo alla gente, andando a pescare nel “repertorio” di personaggi e astrusità che Roma mette a disposizione di chi sa guardare. «Osservando in tanti anni i comportamenti versatili che ciascuno possiede, posso affermare senza dubbio che in ognuno di noi c’è una vena comica capace al momento giusto di trovare il lato ironico, anche dove questo risulti difficile da scovare», spiega infatti Giuliani. Il suo sarà uno show monologante atipico, perché il pubblico sarà coinvolto come sempre nei suoi ragionamenti, quasi in simbiosi con l’attore sul palcoscenico, con il quale si farà «il punto della situazione» su «la famiglia, il lavoro, le priorità, le abitudini, tasselli che rappresentano, ciascuno in modo dissimile, le tappe della nostra esistenza».

E l’analisi del nostro presente non può prescindere dal considerare anche il periodo di crisi che il Paese sta vivendo. Quello che il dizionario definisce «uno stato transitorio di particolare difficoltà o di turbamento, nella vita di un uomo o di una società», si è trasformato ormai in una condizione di normalità e tutto sembra fuorché transitorio e momentaneo, che condiziona il nostro vissuto, i nostri rapporti con le persone e con il lavoro. Ma a tutto c’è rimedio, basta lavorare di fantasia e non lasciarsi abbattere dalle stranezze che ci circondano, fermandosi a mangiare a casa di mamma.

Chiara Cecchini