L’uomo della strada nel mirino di Gioele Dix

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Domani Gioele Dix presenta in anteprima nazionale il suo nuovo recital per “I concerti nel Parco” a Villa Pamphili. L’attore milanese torna in scena dopo aver girato l’Italia con il suo adattamento di “Sogno di una notte di mezza estate” e aver affrontato per la quinta volta consecutiva il palcoscenico di “Zelig”.

Nel 2008 aveva dato a vita a “Tutta colpa di Garibaldi”, storia della paradossale vicenda umana e politica dell’eroe dei due mondi attraverso cui rifletteva anche sulla nostra condizione di italiani. E nel nuovo show “Onderòd”, Gioele Dix (nome d'arte di David Ottolenghi, che ha sempre desiderato «un nome con la x, che non fosse Craxi: Tom Mix, Otto Dix», mentre «Gioele è il nome di un profeta della Bibbia, omaggio alla mia identità ebraica») continua questo suo riflettere sul cittadino italiano medio, oggetto di osservazione privilegiato. Ironizzando su modi e gusti correnti, i monologhi di Gioele Dix raccontano con comicità e ironia feroce, costantemente in bilico tra leggerezza e insofferenza, guardando alle abitudini, alle debolezze, alle difficoltà e ai guasti pubblici e privati. Con le sue «riflessioni semiserie di un cittadino italiano», Dix fotografa l’ambiente circostante mettendo a nudo l’uomo comune, quello che tutti incontriamo la mattina al bar facendo colazione o che si siede a fianco a noi nello scompartimento del treno: il mito del ritorno alla campagna, l’assenza di senso civico, il salutismo esasperato, l’invadenza diffusa, l’educazione dei figli, la mania del gioco e delle lotterie, l’indisciplina, i disservizi ferroviari e aerei, la ricerca ossessiva dell'amicizia, la schiavitù della furbizia.

Il personaggio che più di tutti esprime tutto questo, tra ferocia e divertimento, è l’automobilista. Apparso per la prima volta nel 1988 sugli schermi di Rai Due nel programma “Cocco”, l’automobilista è ormai uno dei cavalli di battaglia dell’attore, nato dall’osservazione critica di se stesso in macchina. Di nero vestito e con occhiali da sole luciferini che nascondono lo sguardo, Gioele Dix si presenta ogni volta sul palco con un personaggio costantemente aggiornato e rivitalizzato dalla ormai lunga militanza televisiva, ma «sempre, costantemente, incazzato come una bestia».

Un personaggio aspro, ipercritico, livoroso, assolutamente politically uncorrect che però piace al pubblico perché da voce ai pensieri reconditi di ciascuno di noi bloccati nel traffico, alla ricerca disperata di un parcheggio, ostaggi dei pedoni e dell'indicazioni del navigatore satellitare (accessorio indispensabile per chiunque, «anche se prende la macchina una volta alla settimana e solo per andare a pranzo la domenica a casa della suocera»). Lo spettacolo è completato da una serie di brevi racconti originali con commento musicale: “Il concerto diretto da Dio”, “L’uomo che voleva ringiovanire”, “Fortune e sfortune di un uccellino”. Accompagnato come sempre dal chitarrista e compositore Savino Cesario, Gioele Dix propone storie buffe e paradossali quanto basta nelle quali sperimenta le sue doti di affabulatore e autore di apologhi satirici.

Chiara Cecchini