Cinema, Edward Norton e Jeremy Renner a Roma: antieroi della saga di Bourne

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Jeremy Renner e Edward Norton, insieme a Tony Gilroy, ideatore della serie di spionaggio da un miliardo di dollari al botteghino, hanno presentato questa mattina a Roma “The Bourne Legacy”, quarto film della saga di Bourne di cui è stato sinora protagonista Matt Damon.

Cambio di regia e nuovo personaggio per l'attesa pellicola girata tra New York, il Canada e Manila e che arriverà in sala il 14 Settembre distribuita dalla Universal: dietro la macchina da presa c'è lo stesso Gilroy mentre Jeremy Renner, quarantunenne attore due volte candidato all'Oscar per le sue interpretazioni in “The Hurt Locker” e “The town”, è l'agente altamente selezionato Aaron Cross, nato dalla penna di Tony e di suo fratello Dan che si sono ispirati al libro di Robert Ludlum “The Bourne Legacy”.

Figlio d'arte (un altro fratello montatore e un padre vincitore del Premio Pulitzer), il regista ha spiegato: “The Bourne Legacy non è un sequel ma piuttosto espande il mondo in cui vive Bourne/Damon. Non era pensabile di sostituire un attore come Matt Damon e far fare a qualcun altro il suo personaggio. Dovevo inventarne un altro che fosse ugualmente importante. Le mie storie partono sempre dai personaggi, non saprei costruire nulla se prima non ho chiaro il personaggio che voglio raccontare”. Diverso dalla saga legata a James Bond e ai personaggi della Marvel, questa serie è “un altro modo di fare narrazione cinematografica, perchè abbiamo sviluppato una piccola parte della trilogia senza per questo strizzare l'occhio o fare i cinici come ad esempio fa Bond”.

“Aaron è un antieroe ed è una vittima delle circostanze – ha commentato l'attore protagonista Renner, apprezzato interprete di action movies. Al suo fianco, lo straordinario Edward Norton, qui nei panni del Colonnello Ric Byer, direttore del National Research Assay Group, un'agenzia segreta situata in Virginia che controlla un occulto programma di spionaggio. Nel cast anche Rachel Weitz nel ruolo di una brillante scienziata, Joan Allen e Albert Finney.

“Tutti gli attori sono attratti da personaggi complessi – ha detto Edward Norton, dichiarando di essere un grande ammiratore della saga – e mi è piaciuto molto il modo in cui Tony si è addentrato nelle zone grigie e nelle contraddizioni dei protagonisti del film. Si tratta di personaggi molto vicini alla realtà: oggi ci sono persone che fanno delle cose cattive e giustificano a sè stesse le loro azioni in vista di un bene superiore. Qui non si parla di supereroi ma di personaggi che rispecchiano un mondo che esiste”. (asca)