Kaos IndiA, psichedelia contro il mainstream

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Abbiamo avuto modo di vedere, con i nostri occhi, di quanto all'estero il pubblico sia molto ricettivo verso la novità, verso il gruppo nuovo. In Italia abbiamo notato, invece, che è difficile avere un po' di attenzione se non si ha un nome importante alle spalle”. Firmato Kaos IndiA. Molto probabilmente è questo il motivo per cui l'Italia è uno dei paesi dal maggior numero di band emergenti inesplose, a prescindere dalla qualità. Mattia Camurri, Vincenzo Moreo, Francesco Sireno e Marco Della Casa, che in Italia ci vivono, se ne sono accorti nel loro annetto di attività musicale, soprattutto perchè il loro sound non è di quelli da radio o da colonna sonora di un cinepanettone: la band in questione ha la psichedelia nel sangue, arricchita dall'ipnosi del post-rock e quell'alternative che ora va tanto di moda nell'underground nazionale. E con un po' di acid/jazz qua e là il gioco è fatto: Il nostro obiettivo è, fondamentalmente, scrivere e comporre musica di qualità sempre migliore, ponendo in prima linea una costante ricerca di suoni e sonorità, cercando di fare sempre e comunque la musica che piace a noi e che ci sentiamo di fare, che comunichi qualcosa, senza farci obbligatoriamente influenzare dalle tendenze del momento. Vogliamo fare in modo che chi assista ad un nostro live abbia modo di ricordarsi di ciò che ha visto e, soprattutto, ascoltato. Vogliamo fare musica vera, che lasci qualcosa a noi e a chi ci ascolta”. Nel paese della pizza, del calcio e delle rapine a mano più o meno armata purtroppo la maggior parte della gente non ragiona così in ambito musicale, ma l'intento di questo progetto di Modena è assolutamente legittimo. E dopo l'Ep d'esordio i Kaos IndiA sono già al lavoro per un nuovo disco, che non verrà inquinato dalle tendenze mainstream, a quanto dicono: “proseguiremo per la nostra strada senza prestare ascolto a tutti coloro che ci hanno suggerito di lavorare a brani radiofonici di massimo tre minuti e togliere intro o assoli perchè 'troppo lunghi'. Il motto che riassume quello che facciamo non è il 'Why' ma il 'Why Not?'”. Di fortuna, considerato ciò, i Kaos IndiA ne avranno bisogno. Ma il credere nell'idea che si ha e seguire la strada che ne deriva è fondamentale.

Marco Reda

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"The Passenger Seat"