Alternative Sheido

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Proponendo un alternative rock particolarmente di moda ultimamente nell'underground italiano, gli Sheido si affacciano alla scena musicale emergente romana cercando, come ogni gruppo non professionista, di ritagliarsi il giusto spazio per farsi notare. C'è sicuramente molto di Porcupine Tree, The Cure e Depeche Mode nello stile della band di Marco Maurelli, Andrea Trivelli, Roberto Baroncini, Matteo Zito e Alessandro Scognamillo, caratterizzato da brani in lingua inglese a tratti ipnotici e ad altri più diretti, che finora hanno portato come risultato, da un anno e mezzo a questa parte, la pubblicazione dell'Ep “Elettregoshock”, ascoltabile gratuitamente sul profilo Soundcloud della formazione, oltre che un lungo periodo di promozione live in giro per i locali di Roma: “da Settembre ci muoveremo per pubblicizzare il nostro disco e spedirlo a qualche distributore – rivela la stessa band – considerando il fatto che l'estero ci sembra la destinazione più indicata per il nostro progetto rispetto all'Italia”. Oltre ai cinque membri effettivi, gli Sheido si affidano ad un “sesto componente” non meno importante: “il sequencer, che non è un musicista in carne ed ossa, permette una vasta gamma di arrangiamenti in produzione e in live set. Infatti dal vivo abbiamo una notevole mole di apparecchiature per poter riprodurre fedelmente i nostri brani, il che comporta anche l’uso live della cuffia per il batterista. Siamo il terrore di molti fonici. Contrariamente a quello che molti pensano l’uso del sequencer non facilita nulla, anzi l’imperativo assoluto è che non si può sbagliare”. Per il proprio futuro gli Sheido contano di “realizzare un videoclip ufficiale, farci conoscere sul web o qualsiasi altro canale utile, spedire il nostro album a tutte le etichette alternative del pianeta, fare nuovi concerti, e non ultimo, lavorare a nuove canzoni, cosa che stiamo già facendo”. Il loro sound sembrerebbe più adatto per l'Inghilterra rispetto all'Italia, o comunque il Nord Europa. Ma questo loro già lo sanno. Servirebbe provare a fare il grande passo verso la Manica.

Marco Reda

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"Cruel"