Follia Incontrollabile: dal death metal al rockabilly

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Unire al meglio black/death metal, rockabilly, grunge, alternative, post-rock, punk e psichedelia. Sembrerebbe un'impresa, la Tredicesima Fatica di Ercole o una nuova Mission Impossible per Tom Cruise. Invece è l'intento di una band dalle ambizioni più grandi dell'età dei suoi componenti, specialmente in un'epoca, quella odierna, in cui più si è “strani” e più si è fuori dal mercato, in musica come in altri campi. Gli Uncontrollable Urge hanno inventato uno stile dal nulla, un (appunto) incontrollabile mix di tutte le sfumature musicali possibili, o quasi. Sono stati definiti sperimentali, aggettivo che non li convince granchè: “bisogna vedere cosa si intende in questo caso – le parole del quintetto di Prato – perchè la sperimentazione generalmente viene vista come un qualcosa che richiede uno studio approfondito nelle sonorità, in cerca di qualcosa di nuovo, e questo è al di fuori del nostro modo di interpretare la musica, o perlomeno è presente in dosi molto minori di come veniamo ritratti. Noi non c'entriamo nulla l'uno con l'altro ma la nostra sperimentazione è più semplice. Il tutto è istintivo e inizialmente fuori controllo”. Certo, chitarre metalliche e distorte, fasi di canzoni ipnotiche, spezzoni ritmici rock'n'roll e voci dall'oltretomba non potrebbero essere definite in altro modo, che con la parola “sperimentazione acuta e fuori controllo”. Ma proprio da questa particolarità è partito il progetto di Mr. Far, Lexo, Jackie, Vrolok e Tomas, che dal 2008 a questa parte ha accumulato diversa esperienza: una demo nel 2009, l'album “Dirge” del 2010, in attesa di pubblicazione per l'etichetta inglese Copro Records, inserimento di loro canzoni in varie compilations e interviste radio in Italia e all'estero. Inoltre, pochissimi mesi fa la band toscana ha esportato il proprio “pazzo” sound in Austria e Slovenia per un tour che prossimamente toccherà anche Francia, Belgio e Germania. “Artisticamente stiamo cercando il giusto equilibrio tra follia, impatto, ironia e cambio di direzione nelle canzoni – continua la band – oltre che portare la nostra musica un po' ovunque. Il nuovo materiale sta nascendo più aggressivo e sintetico che in precedenza, pur continuando a percorrere la nostra strada. Non ci sono mete da raggiungere, né qualcosa di prefissato da ottenere. Cerchiamo solo di fare ciò che ci piace mettendoci anima e corpo”. Ambizione notevole, passione sconfinata, immenso augurio di buona fortuna altrettanto.

Marco Reda

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