Route66, Afterhours, vintage rock e ironia: la follia dei Majakovich

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Majakovich è un trio, a volte un duo. Due Majakovich su tre si devono fidare. Majakovich è assolutamente Majakovich”. No, non si tratta di un indovinello in cui sostituire la parola “Majakovich” con quella esatta. E nemmeno un'intercettazione telefonica di uno scambio di materiale illegale. Di gruppi stravaganti (soprattutto a parole) nel mondo underground ce ne sono davvero molti; a questo proposito, l'Umbria, nello specifico Terni, regala al pubblico un trio certamente bizzarro, ma che vale la pena di ascoltare, a prescindere dall'essersi imbattuti o meno nella loro originale presentazione. I Majakovich (Francesco Sciamannini, Francesco Pinzaglia e Giovanni Foiano Natalini) portano sul palco, oltre alle loro facce di gomma, un sound che sa di Italia (Afterhours, Verdena) ma anche di Stati Uniti (Queens Of The Stone Age) ed Inghilterra anni '60-'70 (Led Zeppelin), per un bel mix che riesce nell' intento di aggiudicarsi il contest Jack Daniel's On Tour 2011 e andarsene a suonare oltreoceano con gli stessi ispiratori Afterhours, tra Chicago e Los Angeles, per un'esperienza che vale ad entrambe le formazioni un cd di collaborazione, allegato alla rivista “XL” del quotidiano La Repubblica. Prima di questo, però la band esordiva nel 2009 con l'Ep “Songs For Pigs” e pubblicava nel 2010 l'album “Man Is A Political Animal By Nature”, quest'ultimo dai titolo provocante e recensioni molto positive (etichetta Antidot – Indipendent In Florence), oltre che in download gratuito sulla pagina Facebook del gruppo. Poi, lo “spam” in Italia, Europa e, appunto, Stati Uniti per far girare il proprio nome e inseguire gloria e fama: “veniamo da esperienze diverse – rivelano i tre – tipo la banda del paese, trombettisti di sbandieratori ed altre cose di quel tipo, che sarebbe meglio lasciarle da una parte. Le influenze sono troppe da elencare, le vecchie quasi dimenticate, delle nuove non ce ne rendiamo conto. Possiamo racchiudere il tutto in 'ciò che ci piace'”. “Il Futuro è un Astronave” è la frase di chiusura di un trio autoironico e di talento, a cui a parole piace scherzare ma con in braccio gli strumenti fa sul serio.

Marco Reda

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The Financial Cut

 

Afterhours + Majakovich LIVE session (U.S.A.)

 

 

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