Cinema, il festival di Venezia apre con Mira Nair e il suo ponte Est-Ovest

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Proiezione e sala stampa affollate per la regista premio Oscar Mira Nair e il suo “The Reclutant Fundamentalist” tratto dall'omonimo romanzo di successo di Moshin Hamid, entrambi sbarcati al Lido insieme ai protagonisti del film. “Una regista indiana che realizza un film su un uomo pachistano. Non è cosa semplice”, aveva dichiarato l'autore del libro.

Ambientata nel 2010, quando a Lahore imperversano le manifestazioni studentesche, la pellicola si sviluppa intorno all'incontro tra il giovane talentuoso professore pachistano Changez Khan (Riz Ahmed) e il giornalista anericano Bobby Lincoln (Liev Schreiber) e torna indietro nel tempo, nei giorni all'alba dell'11 settembre, quando Changez era un brillante analista finanziario a Wall Street.

“Questo film è un esercizio di guarigione e riconnessione personale – spiega la regista – mio padre viveva a Lahore prima della separazione tra India e Pakistan mentre io ho conosciuto questa terra solo 6 anni fa. Ho voluto raccontare una storia che non fosse la solita divisione tra Paesi ma che, al contrario, così come il libro, fosse un dialogo tra Est e Ovest, un ponte tra l'America e il mondo islamico ed ho pensato di poterlo rappresentare godendo io di una posizione privilegiata in quanto vissuta a New York”.

Nel film, Changez si innamora di una ragazza americana sofisticata, l'artista ribelle Erika, interpretata da Kate Hudson, qui in versione bruna. “La loro storia è anch'essa la dimostrazione che due mondi diversi si possono parlare. Se tra loro non ci fosse stata una tensione politica, i due sarebbero rimasti connessi”. All'indomani dell'11 settembre, infatti, il protagonista viene guardato con sospetto dagli americani e il senso di alienazione lo riporta nella sua terra di origine dove, grazie alla sua intelligenza e al suo carisma, diventa un leader degli studenti pachistani.

Leone d'oro a Venezia nel 2001 con “Moonson Wedding, Mira Nair riceveva il premio al Lido il 9 settembre, due giorni prima dell'attentato. Ricorda: “Ero molto contenta del riconoscimento ed ero appena arrivata a Toronto. È stato uno shock profondo. La mia famiglia e le persone a me care erano a New York e ci ho messo una settimana a capire cosa stava succedendo, convivendo con la preoccupazione di cosa poteva esser loro successo. La cosa che mi disturbava di piu è che improvvisamente ci siamo trovati in un posto in cui le persone che ci somigliavano erano “gli altri”. E stato un periodo molto doloroso e terribile come lo è stato per tutto il mondo”.

“Vorrei che si superasse la miopia dei nostri tempi – prosegue – Non mi trovavo d'accordo con Bush quando diceva 'O con noi o contro di noì. Credo che esista un posto di mezzo. C'è gente che non vuole la guerra e questo film vuol dar voce a questo sentimento. So che negli Stati Uniti sono in molti ad essere stanchi di questa situazione”.

Quali saranno le reazioni del pubblico oltreoceano? Risponde l'autore del romanzo: “Non c'è solo un'America ma 300 milioni di americani. Togliamo le etichette di musulmano, americano o pakistano. Facciamo vedere l'umanità e andiamo oltre lo stereotipo. Abbattiamo le barriere. Mi auguro che l'America guardi al film con un approccio d'amore perchè siamo tutti uguali, formati in modo unico”.

“Questo film appartiene a un mondo laico e non volevo spingermi oltre – conclude Mira Nair – ho voluto parlare di un giovane che sta per raggiungere il sogno americano quando viene visto come 'l'altrò e si chiede dove dovrà passare il resto della sua vita”.

La pellicola, che annovera nel cast anche Kiefer Sutherland nei panni del mentore di Changez, sarà presentata questa sera al pubblico al termine della cerimonia di apertura che avrà inizio alle 19 in Sala Grande. (asca)

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