Post-rock dal litorale: Astrid Hotel

0
22

Un pianoforte può essere dolce, se suonato poggiando appena le mani sui suoi tasti bianco-neri, o energico, se al contrario è toccato da dita infuocate: nel caso degli Astrid Hotel non potrebbe esserci più delicatezza, nell'unione tra uno degli strumenti più antichi del mondo, una chitarra pulita o al massimo leggermente distorta ed una sezione ritmica composta da basso appena accennato e batteria lineare. Il sound che ne deriva, definito da una voce alla Thom Yorke degli inglesi Radiohead, è un post-rock psichedelico e trasognante misto con un po' di grunge anni '90. Luca Galeffi, Stefano Pirone e Paolo Fantozzi, batterista che ha sostituito il precedente Alessio Brugiotti e “grazie al quale” il progetto ha preso ultimamente una strada più indie/alternative, sono attivi dal 2006 ed hanno rilasciato finora due Ep, uno in italiano (“Astrid Hotel”, 2009) e uno in inglese (“How Is Going To End?”, 2012), promossi con concerti, interviste radio e recensioni. E anche a pochi mesi dall'uscita del loro ultimo lavoro, non c'è vacanza per il trio di Ladispoli, sul litorale romano, che ha progetti ben chiari in mente: “siamo in fase di pre-produzione di un album che uscirà l'inverno prossimo – rivelano i tre – e poi gireremo sicuramente almeno un videoclip, oltre alla promozione del disco in questione. Il nostro obiettivo è farci conoscere il più possibile, magari anche all'estero”. Il che, considerati i cantati in lingua inglese e delle sonorità che non appartengono affatto al loro paese natale, sarebbe una mossa vantaggiosa. “Rimanere uniti e genuini” è l'ultima pillola di un gruppo a cui, dopo aperture a rilevanti artisti nazionali e non, andrebbe data una vera chance. Si ripete, non in Italia, è una battaglia persa.

Marco Reda

http://soundcloud.com/astridhotelSoundcloud profile

https://www.facebook.com/AstridHotelFacebook page

Unk(now)” official videoclip

 

Clown” LIVE @ InBloomProject