Teatro Millelire, nato sotto il segno dei demoni

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Da oggi Roma ha un nuovo spazio culturale: stasera infatti prende il via la prima stagione del Teatro Millelire, che recupera un cortile sfitto da oltre due anni in uno stabile del ’900 in via Ruggero di Lauria 22, dietro piazzale degli Eroi. La direzione artistica è di Lorenzo De Feo e Antonio Lupi e quella musicale di Loriana Lana.

«Dopo tanti anni di produzioni e di affitti di sale con l’associazione Millelire, due anni fa abbiamo deciso di avere una casa nostra – racconta a Cinque Giorni De Feo – Cimentarsi con quest’avventura è per noi più che un atto di coraggio un vero e proprio dovere morale, per contrastare l’appiattimento culturale di questi tempi».

Patrocinato dal Municipio XVII (che già aveva dato il proprio appoggio all’attività dell’associazione già a partire dal 2006), il nuovo teatro si inserisce in un territorio che già ospita numerose realtà come il Teatro dell’Angelo, il Manzoni, il San Genesio, lo storico Delle Vittorie e il Teatro Prati, ma ha già chiari i suoi punti di forza. «L’idea è quella di fare un salotto culturale, uno spazio diverso dove ospitare compagnie provenienti soprattutto da fuori Roma, organizzare attività parallele come workshop di teatro, fotografia, scrittura», spiega De Feo.

La stagione comprende ventitré spettacoli da settembre a giugno, ai quali si aggiungono esposizioni di pittura e fotografia e i “Lunedì di Fonopoli” per presentare artisti emergenti, mentre già si sta lavorando agli eventi previsti per l’estate. Il cartellone punta su autori contemporanei, privilegiando temi importanti ed eclettici: dalla favola surreale alle varie declinazioni dell’amore moderno, dalla sceneggiata napoletana al rapporto madre-figlia, dallo sport all’eutanasia, dalla storia patria all’omossesualità, dalla musica alla letteratura. Una programmazione estroversa che però mantiene una forte «valenza sociale», per spettacoli pensati non solo per far sorridere.

Ai ventitré lavori in programma se n’è aggiunto un altro, previsto per Natale: un micromusical di una compagnia napoletana per una favola non a lieto fine sull’omofobia. Si inizia stasera con “I Demoni del paese delle meraviglie”, rilettura surreale della favola di Lewis Carrol scritta, diretta e interpretata da Daniel De Rossi, sul palco insieme a Jessica Zanella. «Il romanzo di Lewis Carroll ha in sé i germi di qualcosa di viscerale, di sanguigno. Sono quelle paure (dell’ignoto, dell’anormale, della desolazione, dell’isolamento) che crescono dentro di noi fin da bambini, e che solo da adulti riusciamo a esorcizzare», spiega De Rossi.

Il protagonista dello spettacolo è un Demone, o forse semplicemente un Uomo o uno spirito (o ancora forse lo stesso Carrol), condannato a vivere per l’eternità in un luogo non-luogo, con l’unica compagnia muta di un orsacchiotto di pezza, fino a quando fa irruzione nel suo mondo la presenza inaspettata di Alice. Attraverso il rapporto morboso e incerto tra la bambina e il Demone verranno a galla i segreti inconfessabili di Lewis Carroll, nome d’arte del reverendo scrittore Charles Dodgson con la predilezione morbosa per le bambine e quelli di Alice Lyddell, ispiratrice del romanzo. Lo spettacolo è in replica fino a domenica 16 settembre.

Chiara Cecchini