Jefferson Starship, sogni di rock’n’roll

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Era scritto. Non potevano che essere loro, i Jefferson Starship, a inaugurare stasera la prima stagione musicale del neonato Xs Live. Perchè il locale di via Libetta 13, una moderna Araba Fenice del rock, sorge dalle ceneri delle vecchie Distillerie Clandestine esattamente come il gruppo di Paul Kantner, nel 1973, prese vita sulle spoglie dei Jefferson Airplane, mito della “Summer of Love” americana e del rock psichedelico degli anni Sessanta. Non resta dunque che augurare al nuovo club della Capitale lo stesso successo ottenuto dalla formazione statunitense, visto che oggi, passati quasi quarant’anni, gli Starship rappresentano appieno l’orgoglio di tutto il movimento rock a stelle e strisce, specie in quel della California.

Se gli Airplane cessarono di esistere come band all’inizio degli anni ’70, gli Starship – ovvero tutti i membri che non ne volevano sapere affatto di mettere fine all’avventura – continuarono il discorso sospeso dagli Airplane praticamente da subito, con l’album “Blows Against the Empire”, uscito a nome Paul Kantner & Jefferson Starship (c’è anche la cantante e compagna di Paul Grace Slick) nel 1970 e registrato con il contributo di diversi musicisti della scena di San Francisco. Nel 1974, dopo il definitivo scioglimento degli Airplane, esce il secondo album a nome Jefferson Starship, “Dragon Fly”. Il disco ottiene un buon riscontro commerciale, e registra anche la collaborazione di Marty Balin (uno dei fondatori degli Airplane), che entrerà però ufficialmente a far parte del gruppo solo a partire dal lavoro successivo, “Red Octopus” (1975), firmando il singolo “Miracles” che riscuoterà un enorme successo di vendite. Il periodo di favore commerciale prosegue negli anni successivi con la pubblicazione di “Spitfire” (1976) e di “Earth” (1978).

Poi Marty Balin esce definitivamente dal gruppo, e con lui Grace Slick, che interrompe il sodalizio musicale e sentimentale con Paul Kantner. La cantante rientra in formazione solo nel 1981, lavorando ai dischi “Winds of Change” (1982) e “Nuclear Furniture” (1984). Negli anni novanta i Jefferson Starship tornano con due album, “Deep Space/Virgin Sky”, del 1995, e “The Windows of Heaven”, datato 1999. Nel frattempo, con Diana Mangano al posto di Grace Slick, continuano l’attività live, festeggiando nel 2005 con il tour “The Jefferson Family Galactic Reunion” i 40 anni dalla fondazione dei Jefferson Airplane: ospiti d’eccezione, in quell’occasione, furono David Freiberg (cofondatore dei Quicksilver Messenger Service), Tom Constanten (tastierista originale dei Grateful Dead) e Country Joe McDonald.

Nel 2008 il tour estivo della band tocca anche l’Italia: la formazione si presenta senza bassista, con David Freiberg impegnato solo al canto e alla chitarra acustica, Paul Kantner alla voce e alla chitarra ritmica, Cathy Richardson al canto e tre turnisti alla chitarra solista, tastiere e batteria. Stasera, a quattro anni di distanza, i Jefferson Starship tornano nello Stivale con un concerto che ha dell’imperdibile. Sono passati quattro decadi dalla loro fondazione e quasi cinque dalla nascita degli Airplane: averli di nuovo dal vivo è un sogno che sembra non essere passato mai. Proprio come il tempo per loro. Proprio come loro.