Yto Barrada, l’arte della storia

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Come artista, sento di dover utilizzare la mia creatività nel tentativo di trovare la soluzione ad alcuni problemi». Parola di Yto Barrada, vincitrice del premio “Deutsche Bank Artist of the Year 2011” per la significatività del proprio lavoro e in mostra da domani alla Sala Bianca del Macro di via Nizza 138 con la sua prima personale italiana, (fino all’11 novembre).

Riffs”, titolo scelto per l’esposizione dalla giovane marocchina, racconta quello che oggi è il Nord Africa e ciò che diventa giorno dopo giorno, fra gli spostamenti continui di confini culturali, economici e politici. Nelle fotografie, nelle installazioni e nei video realizzati da Yto, tornano in superficie versioni della storia del mondo troppo spesso dimenticate, se non addirittura obliate. Il frame ricorrente è Tangeri, sua città d’adozione (lei è nata a Parigi), e tutte le trasformazioni che in seguito agli accordi di Schengen del 1991 hanno caratterizzato la vita dei suoi abitanti. La gente comune, i quartieri, i luoghi quotidiani giocano un ruolo fondamentale davanti all’obiettivo della Barrada, che toglie il velo a un mondo che, sì, è dietro le quinte, ma che sottovoce rappresenta il cuore pulsante dell’evoluzione di un’intero movimento culturale.

«Opposizione, costruzione, decostruzione, sopravvivenza, crescita»: sono queste alcune delle chiavi di lettura fondamentali che la stessa artista parigina ha individuato per comprendere a fondo la propria opera. Che per la curatrice dell’esposizione, Marie Muracciole, è un autentico «viaggio dentro le stanze della memoria». Un viaggio che non ha confini nè settori per Yto Barrada, lei che nel 2003 a Tangeri ha fondato la Cinémathèque, una delle rarissime realtà culturali di una città che, dice rassegnata l’artista, «conta due cinema e un solo teatro per oltre un milione di abitanti».

Prima nel suo genere in tutto il Nord Africa, quest’associazione no profit ha come missione quella di sviluppare la cultura cinematografica in Marocco attraverso la promozione del cinema mondiale e del cinema marocchino, la produzione di documentari, film, video d’artista e cinema sperimentale e una particolare attenzione alle attività pedagogiche e alla promozione dello «scambio di idee» tra i professionisti del settore. Alcune pellicole prese in prestito dalla Cinémathèque saranno proiettate anche all’interno della mostra capitolina. Yto Barrada sarà presente con i suoi scatti anche all’interno di “Fotografia – Festival Internazionale di Roma”, anch’esso al via domani.

Fra. Ga.

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