CENTO ANNI AL LAVORO

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Per il terzo anno consecutivo il Macro Testaccio ospita il Festival Internazionale della Fotografia e dal 21 settembre al 28 ottobre Roma diventa la capitale della fotografia contemporanea. Il tema scelto per questa undicesima edizione della kermesse è il "lavoro", o meglio come è cambiata la visione del lavoro: da quella mitologica piena di fatica fisica e masse coese al lavoro solitario e tecnologico di questi ultimi anni.

Sotto la direzione artistica di Marco Delogu, il festival raccoglie quest'anno i lavori di 180 fotografi provenienti da tutto il mondo con più di duemila scatti esposti e 60 mostre. Il programma prevede anche conferenze, uno spazio per l'editoria indipendente e per il self publishing, concorsi, premiazioni, letture di portfolio, workshop, che si terranno al Macro Testaccio, la sede principale della kermesse, alla quale quest'anno si aggiungono gli spazi del Macro di via Nizza e quelli de La Pelanda, insieme a molte Accademie straniere e altri luoghi espostivi pubblici e privati della Capitale.

Tra le mostre al Macro Testaccio c'è "I mondi dei lavori perduti", dedicata al lavoro delle pescatrici Ama giapponesi specializzate nella ricerca di perle con le immagini di Fosco Maraini (nel centenario della sua nascita) e della giovane fotografa tedesca Nina Poppe che documentano il lavoro di queste donne-sirene nel corso degli anni. "This is not a office" a cura di Marc Prüst raccoglie i materiali autobiografici di quattro fotografi di guerra (Stanley Greene, Tim Hetherington, Jeroen Kramer e Marco Vernaschi) per mostrare come la loro esperienza sui campi di guerra abbia influenzato anche la loro vita privata e professionale al di fuori di quel contesto.

La mostra "Il paese è reale", a cura di Alessandro Dandini de Sylva, è dedicata alla giovane fotografia italiana, co un lavoro sulle mafie moderne, una serie di ritratti di giovane del ravennate, la Costa Concordia, il neoschiavismo a Dubai e un progetto sulle esplosioni controllate. Completano il quadro la collettiva "Camera work" a cura di Marco Delogu, "Fields" a cura di Paul Wombell sulla vita rurale nelle campagne americane, "Hit the crowd" a cura di Valentina Tanni sulla fotografia come processo collaborativo nell'era di internet e "Lost&Found 3/11", sulle fotografie raccolte e ricostruite all'indomani dello tsunami dell'11 marzo 2011, il dittico di Olivo Barbieri sul terremoto in Emilia Romagna, il progetto sulla Sardegna di Dario Coletti, Franco Mapelli e Massimo Mastrorillo e "Burma's stories", realizzato da giovani fotografi birmani.

Al Macro Testaccio c'è anche la mostra "Reflex Roma" e la presentazione delle opere finaliste del Premio “IILa” per la giovane fotografia latino-americana di quest'anno. Il vincitore, il dominicano Alejandro Cartagena, presenta il progetto "Los Car Poolers", sulla pratica adottata dagli operai in Messico di recarsi sul posto di lavoro con il carpooling, risparmiando tempo e denaro e contribuendo inconsapevolmente alla salvaguardia dell'ambiente. Le immagini presentano tutte la stessa inquadratura dall'altro, da una distanza di una decina di metri, che Cartagena ha realizzato restando appostato per mesi su un cavalcavia sopra una delle autostrade più affollate di Monterrey.

Chiara Cecchini