Sorvegliati normali

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Londra, 2011: attraversano la strada in quattro, a Abbey Road. E vengono ripresi proprio mentre sono in fila indiana sulle strisce pedonali. Come quegli altri “Four”, quelli dei Beatles. No, non è la classica fotoricordo della gita fuoriporta dalle parti di Sua Maestà. Gli pseudo John, Paul, George e Ringo in questione sono ignari di tutto. E chissà, magari parteggiano pure per gli Stones.

Il frame fa parte dell’inquietante mostra fotografica “Mass surveillance”, che inaugura oggi alla galleria Edieuropa di piazza Cenci. Un atlante di immagini che Gaialight ha messo insieme dopo aver visionato il contenuto fruibile in rete delle migliaia di telecamere di sorveglianza presenti in tutto il mondo. E pronte, da tutte le parti del mondo, a inquadrarci, a metterci a fuoco. A zoommarci. (Limortarci, ndr).

Quello dell’artista italoamericana è un progetto importante ma soprattutto impattante, che pone l’accento sui sistemi di controllo video che quotidianamente subiamo in maniera silenziosa e inconsapevole. E a volte forse eccessiva. Fino a che punto il diritto alla privacy può essere rivendicato quando dall’altra parte della bilancia, a pesare, è la nostra sicurezza? Entro il 27 ottobre, ultimo giorno dell’esposizione, l’ardua sentenza.

Francesco Gabriele