STARDISHWASHERS live @ Porky\’s Pub – 29/09/2012

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Può capitare a tutti di imbattersi in una serata da dimenticare, in cui alla prima cosa che va storta se ne aggiungono innumerevoli ancor più fastidiose, facendoti andare di traverso il concerto. Ne sanno qualcosa gli Stardishwashers, quartetto hard rock/post grunge capitolino in scena ieri sera nel live club di Frascati Porky's Pub che ha dovuto fronteggiare un principio di ira divina, o semplicemente di sfortuna all'ennesima potenza. Quello che avrebbe dovuto essere uno show di sedici brani di apertura ai romani Helligators, dalla durata di un'ora circa, è stato dimezzato dalla rottura dell'impianto mixer del locale (già difettoso in precedenza ed inspiegabilmente non sostituito nelle ore antecedenti allo show), evento che ha comportato una interminabile pausa di più di un'ora, in attesa di recuperare un nuovo “apparecchio”.

Eppure i primi sette pezzi della band, prima del fattaccio che ha drasticamente “spezzato il ritmo”, hanno mostrato un gruppo assolutamente valido, in grado di accattivare il pubblico e sfoggiare tecnica e presenza scenica. Così come la seconda parte del concerto. Ogni membro del gruppo pare avere una sua personalità: c'è il frontman dal capello lungo, fino al collo, da rocker maledetto, il bassista con la bandana in testa pronto a fare fuoco e fiamme e far divertire il pubblico, il batterista dallo sguardo di ghiaccio e dalla grande affidabilità ritmica ed il chitarrista tanto impeccabile nei controcanti alla voce principale quanto in soli e riff sparati dalla sua scintillante Gibson Les Paul. Nonostante tutti i problemi già citati, e qualche imprecisione vocale a lungo andare, la band si dimostra perfettamente in grado di reggere alla grande il palco, con canzoni orecchiabili e molto ben eseguite (curiosa la riproduzione di “Lamette” di Donatella Rettore in versione hard rock). Il loro stile energico e puramente americano, alla Black Stone Cherry per intenderci, veste strettamente i panni dell'Italia. Calzerebbe decisamente meglio una bella bandiera a stelle e strisce. Quello che serve agli Stardishwashers per valorizzare un potenziale che, nonostante l'età non proprio da teenager e con qualche assestamento, attende solo di essere seriamente promosso. Da seguire con (tanta) attenzione.

Marco Reda

1 – One Guitar Is Not Enough

2 – Around Ass

3 – A Glass Of You

4 – Neisbour's Daughter

5 – Rock'n'Roll Sunday

6 – Bad Granma

7 – Here I Am

8 – Starfucker

9 – Hardworking Man

10 – Lamette

11 – Little Shandi

 

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