L’inventore del futuro

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Ha scoperto il silenzio, affermato la lentezza. Ha studiato i suoni per legittimare i rumori. John Cage è stato un inventore prima ancora che uno splendido musicista. Ha inventato il futuro. A cento anni dalla nascita, venti dalla morte e sessanta dalla sua partitura più celebre (4’33’’), Romaeuropa festival celebra con un “focus” il grande compositore statunitense. Colui che ha rivoluzionato la musica del Novecento rendendola contemporanea nel senso più puro del termine.

Ha saputo intrecciare forme e linguaggi fino ad allora fra loro stranieri. E stranieri nella patria dell’arte. Note lettere movimenti immagini. L’arte multiforme come la conosciamo oggi la dobbiamo soprattutto a lui. Perfino l’elettronica gli dobbiamo.

A lui sono dedicati ben cinque appuntamenti romani. Si comincia stasera (e in replica domani) al Teatro Palladium con la “Danza preparata” del coreografo portoghese Rui Horta, in prima assoluta in Italia. Lo spettacolo è ispirato al ciclo “Sonates and interludes” che Cage realizzò per il pianoforte. Venerdì 5 ottobre all’Opificio sarà proiettato per la prima volta in versione integrale il documentario “A tribute to John Cage (1973-1976)” realizzato dal pioniere della videoarte coreano Nam June Paik, atteso anche nel maxiconcerto “Paik on Cage” del Contempoartensemble, il 6 ottobre al Palladium. Il 7 ottobre, alle ore 17 al Palladium, c’è “An evening for John Cage”, omaggio musicale eseguito da un’orchestra di vari strumentisti e dai percussionisti di Ars Ludi (coordinati da Giancarlo Schiaffini). A chiudere la serie che vede protagonista il genio di Los Angeles, sarà il 21 ottobre all’Opificio “CollettivO CineticO Age”, lo spettacolo diretto da Francesca Pennini incentrato sul ruolo dello spettatore nell’opera di Cage.

Una menzione a parte, infine, la merita la nuova creazione di Bill T. Jones “Story/Time”, in scena il 14 ottobre al Teatro Eliseo. Ispirato all’opera “Indeterminacy”, la performance è un mélange di racconto, danza, musica e teatro che ogni sera trova nuova linfa grazie alla sua struttura aperta, multidisciplinare. Insomma, grazie alle intuizioni avanguardiste di John Cage.

Fra. Ga.