“Fotoleggendo” 2012, parola alle immagini

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Dal domani al 28 ottobre l’ISA, Istituto Superiore Anticendi, ospita la collettiva degli autori di “Fotoleggendo”, il festival della fotografia contemporanea organizzato da Officine Fotografiche.

Quattordici artisti (Matteo Bastianelli, Massimo Berruti, Daniele Cinciripini, Sebastian Liste, Nicola Lo Calzo, Beatrice Mancini, Paola Fiorini, Gigi Riva, Alexandra Serrano, Massimo Siragusa, Riccardo Venturi, Irina Werning, più il progetto collettivo Spazio OF) espongono le proprie immagini in un caleidoscopio di situazioni, tecniche, formati e ispirazioni che vanno dalla tragica realtà delle zone di guerra come il Medio Oriente e la Bosnia all’introspezione personale, dai ricordi alla ricerca sociologica.

Cinque Giorni ha approfondito per voi quattro delle mostre visitabili da domani negli spazi di via del Commercio 13.

La fabbricafamiglia delle Favelas – Sebastian Liste Urban quilombo

Il giovane spagnolo Sebastian Liste ha documentato dal 2009 la comunità di famiglie brasiliane che dal 2003 ha occupato “Galpao da Aruajo Barreto”, una fabbrica di cioccolato abbandonata a Salvador de Bahia. Stanchi della vita violenta delle favelas, decine di famiglie si sono impossessate della fabbrica e l’hanno trasformata in una casa, creando a un microcosmo, una sorta di famiglia allargata in cui tutti i problemi, dalla droga alla violenza, vengono affrontati con il sostegno della comunità. Barreto è diventata un luogo di scambio di idee, beni e servizi, un rifugio per gli emarginati dalla società che vi hanno trovato libertà e sopravvivenza. La fabbrica è stata sgombrata nel 2011 dal governo, per “ripulire” in vista dei prossimi mondiali di calcio.
(C.C.)

 

Nani nel paese dei Watussi – Nicola Lo Calzo Morgante

Nicola Lo Calzo racconta l’essere nani in Africa, dove le persone affette da nanismo vivono completamente emarginate perché considerate in odor di stregoneria. Ma i soggetti scelti da Lo Calzo non sono vittime della loro taglia. Nelle immagini, Fidel, Kwedi, e Babel sono i protagonisti assoluti della scena rappresentata, fissano il proprio sguardo direttamente in macchina, alla ricerca dell’osservatore. Lo Calzo rappresenta la diversità come valore e accettazione all’interno di una società che li vede ancora come un “monstrum”, secondo l’archetipo antico e disumanizzato del nano Morgante nel poema rinascimentale di Luigi Pulci, tramandato nell’iconografia dalle tele del Bronzino e dalle sculture del Giambologna.

(Chiara Cecchini)

 

Memoria a doppio taglio – Alexandra Serrano Between finger and thumb

“Between finger and thumb” di Alexandra Serrano è un’opera autobiografica e riflessiva che l’artista francomessicana ha realizzato affrontando il tema della memoria in ambito familiare e nel suo ambiente domestico. La macchina fotografica dell’artista colombiana si insinua negli scenari della propria casa d’infanzia. Famiglia, infanzia, ricordi: tutto viene ricostruito nelle sue immagini con un complesso meccanismo che ne mette però in discussione anche la veridicità (come sempre nei ricordi). La Serrano riflette anche sulla psicologia di un luogo riconoscibile a tutti, uno spazio amato e ben presente in testa che però spesso è anche teatro di conflitti e drammi mai dimenticati che della nostra memoria.

(C.C.)

 

 

Come eravamo (e come siamo ancora) – Irina Werning Back to the future

La fotografa argentina Irina Werning (Premio Burn Magazine 2012) presenta una raccolta di dittici che riesumano gli stessi luoghi, abiti ed espressioni di uomini e donne realizzati a distanza di tempo, ricreando nel presente le pose e le situazioni immortalate nelle immagini che appartengono al passato delle persone. «Mi piacciono le vecchie foto. E quando entro in casa di qualcuno divento curiosa, vado a caccia di immagini. Poi cerco di reinscenare quegli scatti di tanto tempo fa, invitando la gente a tornare indietro al proprio futuro», dice la Werning per spiegare il proprio lavoro. Il processo che sta dietro la realizzazione di “Back to the future” è lungo e laborioso, con una ricerca approfondita della luce, delle angolazioni, degli obiettivi, delle pellicole e persinodi oggetti e abiti.

(C.C.)