Brooklyn vista dal finestrino

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Pare perfino di sentirne i rumori. Il vociare della gente. Lo strombettio dei claxon. Qualche litigata di strada e qualche frenata stridula di qualche automobile lanciata nel traffico. La Brooklyn ritratta nelle immagini di Gaya Light e Alessandro Cosmelli – e in mostra alle Officine Fotografiche di via Libetta fino al 31 ottobre – prende vita a bordo di un autobus. Dal finestrino. Che piova o ci sia il sole. Al mattino e alla sera. Il vetro a fare da lente d’ingrandimento sul borough simbolo dei Newyorkesi. E degli americani tutti. Cool e underground. Intacchettati e borchiati. Gialli, neri, rossi e mulatti. In una parola, in una immagine, a stelle e strisce.

E’ contraddittoria la Brooklyn vista dal seggiolino della corriera. Cupa. Perennemente in angoscia. Tesa nelle sue divisioni sociali. E razziali. Eppure straordinariamente energica. E vitale. E positiva. In continuo movimento. Non riesce a stare ferma nemmeno in quell’istante catturato nell’obiettivo. Che è frenetico. Che non è a fuoco. Che è infuocato di storia. E di storie di vita. E di storie di strada. Delle strade della Brooklyn vista dal bus.

Fra. Ga.