Fiorito, più che Batman Banda Bassotti

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La storia la conoscete tutti. Soldi (i nostri) utilizzati per accumulare ricchezze (le loro). Denaro pubblico speso per gli acquisti più svariati: dalle ville alle quintalate di mozzarelle di bufala fatte arrivare apposta da produttori campani, dalle cene al ristorante da ottanta persone anche se il massimo dei coperti era per quaranta, alle vacanze da trentamila euro fino ai suv acquistati per due giorni di neve a Roma (e meno male che non ha esondato il Tevere, se no noleggiavano uno yacht).

Una serie infinita di ruberie e ladrocini che fanno diventare quasi ridicole le celeberrime “paghette” del trota Bossi. Su questo cumulo di macerie del buon senso e del buon gusto, sulla cima di questa immondizia, svettava, troneggiava, come il re di Gotham City de noantri, “er BatmanFranco, anzi Francone, Fiorito: centottanta chili di protervia, quasi due quintali di arroganza.

Più che all’uomo pipistrello, Fiorito somiglia però a Gambadilegno, coi personaggi della Banda Bassotti: stessa faccia, stessa stazza. Un personaggio ingombrante sia fisicamente che politicamente. Insomma, il suo sembra essere quasi un destino. Ma perchè colpisce così tanto la sua immagine? Il motivo è uno solo: chiunque lo abbia visto e sentito in tv non può non aver notato che in lui non esiste la benchè minima traccia di pentimento. La sua stazza fisica, il suo modo di vestire (un rigato da gangster su un ventre da numero civico) finiscono per diventare la cifra della sua stessa protervia, una specie di firma, di marchio di fabbrica: me ne frego, sembra dire, proprio come farebbe un federale fascista. La sua strafottenza lo ha portato (stando alle cronache dei giornali) a salire i gradini di Regina Coeli con il sorriso sulle labbra pronunciando una frase destinata a passare alla storia di questo finale di commedia che stiamo vivendo: “Meglio il carcere che il Pdl”.

È per questo che Antonio Padellaro, direttore del Fatto Quotidiano, è pronto a scommettere che ce lo ritroveremo presto all’Isola dei Famosi. La nostra speranza, però, è che i tempi siano maturi per il cambiamento. E una buona notizia c’è già. Il giorno in cui Er Batman uscirà dal carcere, se volesse mai dedicarsi al reality, dovrà pensare a qualcosa di diverso dall’Isola. Il programma ormai è chiuso.

Elisa Isoardi