La Versione di Barney al Belli

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Antonio Salines veste i panni di Barney Panofsky, uno dei personaggi più amati e odiati della letteratura contemporanea creato dalla penna del canadese Mordecai Richler (1931-2001).

In scena al Belli da stasera al 28 ottobre, “La versione di Barney” – adattamento italiano di Massimo Vincenzi e regia di Carlo Emilio Lerici – ha ottenuto un successo mondiale culminato nel 2010 al cinema con l’omonimo film. Barney, figlio di un poliziotto e produttore televisivo di successo, è un ricco ebreo canadese che, passati i sessant’anni, decide – apparentemente controvoglia – di scrivere un’autobiografia

Il motivo che lo spinge è dare la sua “versione” dei fatti che hanno portato alla morte dell’amico Boogie e liberarsi così dall’accusa di omicidio mossagli dallo scrittore Terry McIver, compagno di Barney al tempo del suo lungo soggiorno a Parigi. Nel corso della stesura delle sue memorie, tuttavia, i ricordi di Barney diventano via via confusi. E’ infatti malato di Alzheimer.

Gli episodi del suo passato si intrecciano così con gli avvenimenti del suo presente e lo spettacolo, proprio come il romanzo, si caratterizza con una serie di flashback disordinati: i racconti delle giornate del “vecchio” Barney (acciaccato, abbandonato dalla moglie e alcolista irrecuperabile), si mescolano nella girandola dei ricordi d’una vita ricca in realtà di avvenimenti e incontri straordinari.

Fino al finale nel quale finalmente sarà resa finalmente “giustizia” al protagonista.