\”ROMA S.P.Q.R.\” – MARTIRIA

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Scomodare la gloriosa ed immortale storia di Roma, quella dei mille imperatori e delle altrettante conquiste in tutto il mondo, e farla rivivere in musica non è affatto impresa semplice. Il metal angloamericano poi, in uno stato (l'Italia) che predilige da sempre cantautori in lingua madre per raccontare storie di ogni tipo, non sembrerebbe il genere giusto al caso. Una sfida persa in partenza, insomma. L'album “ROMA S.P.Q.R.” dei Martiria, quintetto attivo da diversi anni nel panorama underground romano, è la piacevole dimostrazione che con attenzione, impegno e tanta fantasia è possibile rievocare il passato e raccontarlo alle nuove generazioni, con l'aiuto delle magiche sette note, diesis e bemolli esclusi…

Si tratta di un concept-work di quattordici tracce (etichetta indipendente My Graveyard Profutions) in cui ogni canzone svela un aspetto della storica patria di Romolo e Remo, le Idi di Marzo, l'incendio di Nerone, la minaccia di Annibale, Costantinopoli. Testi ispirati e che ritraggono perfettamente lo scenario di turno vengono contornati da un sound anni '80 figlio di Iron Maiden e Saxon, un metal genuino dai riff che restano in testa ed una potenza non indifferente. Poi sono i dettagli a rendere ancor più particolare un lavoro. I Martiria lo sanno e hanno messo in pratica la sacrosanta teoria: le atmosfere che il synth riesce a creare come sottofondo alle numerose brevi aperture parlate, in lingua inglese o addirittura latina, sono da brividi. Così come il realistico rumore del legno che brucia nell'intro di “Burn, Baby Burn”, una delle migliori tracce dell'album insieme a “Callistus Wake” (primo singolo estratto) e “Tale Of Two Brothers” (ispirata ai due gemelli più famosi di Roma). “The Ides Of March”, inoltre, potrebbe essere utilizzata come sottofondo per una clip storica da “Super Quark” (tastiera, chitarra acustica, voce e cori solenni) mentre la closing-track “Spartacus” ha nel suo finale lento, dopo un corpo tutto “cuore e metallo”, la parte che si lega meglio da un punto di vista concettuale alle battaglie dello schiavo più famoso dell'Impero Romano e, di conseguenza, al resto del lavoro.

L'ottima qualità di registrazione e la grande cura nell'artwork fanno prendere altri punti positivi ad una band coraggiosa, capace con questo disco di proiettare il pubblico nel passato, sebbene non si tratti affatto di un prodotto attualmente commerciabile nel mainstream. Che la fortuna degli dèi, non solo quelli romani, sia con loro.

 

TRACKLIST

1 – Nihil Aliud Quam Superstitione

2 – Callistus Wake

3 – Tale Of Two Brothers

4 – Byzantium

5 – Britannia

6 – The Northern Edge

7 – Hannibal (Sons of Africa)

8 – Omens

9 – The Ides Of March

10 – The Scourge Of God

11 – Elissa

12 – Burn, Baby Burn (Magnum Incendium Romae)

13 – Are You Afraid To Die?

14 – Spartacus

Marco Reda

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 “Callistus Wake” official videoclip