Piano A: musica. Piano B: filosofia

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Ognuno di noi ha sempre un piano, più o meno, dalla “banale” organizzazione della giornata a veri e propri progetti di vita. Quello dei romani Flavio Galassi e Leonardo Pietrantonio, un anno fa, era cementare un'amicizia di lunga data con un sodalizio musicale, suonando insieme in parole povere, evolutosi in una vera band con la partecipazione di Angelo Forte, Dario Alesiani e Matteo Aliotta. Il Piano A (nome della band) è colpire ed emozionare con dei brani pop-rock in lingua italiana che hanno dentro tutta la maturità di chi non è più un adolescente, e sa come muoversi sul manico di una chitarra, e allo stesso tempo tanta semplicità. Quello B, magari, potrebbe essere fare il botto e vivere di concerti sui palchi di tutta la penisola. In realtà la questione è molto più profonda, e loro stessi possono spiegarlo meglio di chiunque altro: “crediamo che l'uomo non debba essere costretto a trovare per forza una via d'uscita consolatoria alla vita quotidiana. Il Piano A è proprio la musica, quella via di entrata e non di uscita nell'esistenza di ogni persona intesa come 'terapia delle cose dell'anima'”. Ciò che questa concezione filosofico-letteraria partorirà prossimamente è un Ep di brani inediti, il primo della formazione, con relativa promozione dal vivo. E nel cuore la voglia di “fare arte, provare a condividere ciò che proviamo e creare una magia in chi ci ascolta”. Guai, inoltre, ad assegnargli l'etichetta di un genere, nonostante la loro direzione sia evidente: “ci piace pensare che siamo menti aperte alle quali piace divorare musica senza passare per categorie specifiche, senza farsi limitare da schemi o pregiudizi. Ogni componente della band inoltre ha un bagaglio personale diverso dagli altri”. Le idee chiare ce le hanno, e non criceti in movimento al posto del cervello. D'altronde, se non fosse così non si chiamerebbero in quel modo.

Marco Reda

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