This is Rome, l’arte che c’è (ma che non si vede)

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Una due giorni tutta romana per promuovere le nuove correnti artistiche contemporanee. L’arte esce dai musei, abbandona le Gallerie tradizionali, veste un abito più pop del solito e si mette in mostra. Apre a Palazzo Incontro (via dei Prefetti, 22) “This is Rome”, una rassegna sul fare artistico moderno, grazie all’unione degli sforzi organizzativi di Snob e Progetto ABC Arte Bellezza Cultura della Provincia di Roma, con Provincia Creativa, Carhartt, Fandango Incontro e Settembrini.

L’edizione 2012 del Festival esce dalla dimensione “club” e si propone come una sorta di contenitore di varie arti, comprese mostre di illustrazioni e di urban art, installazioni audiovisive e addirittura street food (con Afrodisia e Ornella Cicchetti). Un percorso come questo riesce a dare spazio ai fermenti artistici della capitale, spesso poco visibili o costretti alla semiclandestinità in un panorama dove l’arte dei più giovani sembra potersi affermare solo con grande affanno.

Così, artisti come Oblivious Artefacts, Elsewhere Project, Aira, Daniele Spanò, Quiet Ensemble, Santasangre, vj Databhi, Alice Pasquini, Irene Rinaldi, Lorenzo Ticci Cancelletto, Luca Laurenti aka Mklane, Sbagliato e Valeria Crociata mettono in mostra la loro arte accanto a bizzarri progetti legati al cibo. Anche la musica la fa da padrona, con ben 6 crew musicali che si alterneranno nella nottata per portare le ultime avanguardie del dj set, con marchi come Amigdala, L-ektrica, Loose Habit, Say It Loud, Fish’n’Chips e One Love Hi Powa, oltre ad Ad Bourke e Panoram.

This is Rome” è un’esperienza che segna di fatto una nuova percezione sociale del fenomeno artistico, che non teme di sconfinare nell’intrattenimento, che ama il glamour tanto quanto sa tuffarsi nell’alternative. Sembra passata l’epoca in cui l’essenziale era stupire a tutti i costi. I nuovi artisti hanno molta sostanza e carattere da vendere, sono a proprio agio al confine con la musica e altre dimensioni dell’esistenza, colgono il valore innovativo e pionieristico del proprio agire artistico ma nonostante questo sanno rimanere aderenti alla realtà, immergendosi in happening di incontro fluido col pubblico. La formula ad ingresso gratuito e la successione di proposte dalle 17.00 fino a tarda notte pare riuscire ad attrarre quel pubblico che potrebbe non aver mai intercettato l’Arte dei musei. In questo festival finirà per scoprire di sentirsi davvero a casa, in una dimensione attraente e affascinante.

Daniele Stefanoni