Le Corbusier, l’italiano

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Roma celebra Le Corbusier con una mostra al Maxxi che racconta come le suggestioni italiane abbiano inciso sul lavoro dell’architetto pittore, padre della moderna urbanistica e padre del Movimento Moderno.

Dal 18 ottobre al 17 febbraio 2013, le sale del Maxxi Architettura ospitano oltre seicento tra disegni, schizzi, acquerelli, dipinti e fotografie originali a cura di Marida Talamona.

Seguendo un filo cronologico e tematico, il percorso della mostra si articola fra documenti, testimonianze di viaggi, studi, scambi culturali e aspirazioni personali di Charles-Édouard Jeanneret, nome all’anagrafe del maestro francese. Si comincia dagli anni di formazione, con i viaggi a Pompei, Roma, Villa Adriana tra il 1907 e il 1923. Oltre trecento fotografie accompagnano l’esposizione, che dedica particolare attenzione all’attività di Le Corbusier come pittore e alla sua esperienza con la rivista d’arte parigina L’Esprit Nouveau, oltre ai rapporti con quella italiana Valori Plastici. Anche la ricerca urbanistica di Le Corbusier e la sua idea di “città radiosa” durante gli anni Trenta sono ampiamente documentate.

L’architetto tentò di avere l'incarico del piano di Pontinia, la terza città di nuova fondazione del Lazio, come testimonia la dedica autografa scritta sul secondo volume dell’Opera Completa (una delle “chicche” presenti in mostra, insieme alla riproduzione della pianta settecentesca di Roma Antica di Pirro Ligorio che Le Corbusier usò per illustrare la sua “Leçon de Rome” e alla corrispondenza con Pier Luigi Nervi). Negli anni successivi, Le Corbusier cercò di entrare in contatto con le principali realtà industriali dell’Italia come la Fiat e la Olivetti, nel loro periodo di maggior crescita e modernità. Nel secondo dopoguerra, fautore della necessità di una sintesi tra le arti plastiche, sperimenta anche la scultura: nel 1947 collabora con Costantino Nivola realizzando due sculture in vetro di Murano. Negli anni successivi partecipa poi a incontri e convegni tra Bergamo, Milano, Venezia, Torino e Firenze (dove nel 1963 venne allestita la prima grande esposizione italiana a lui dedicata).

La mostra si chiude con le sezioni dedicate al Centro Calcolo Olivetti di Rho (1962) e al nuovo Ospedale di Venezia (1965): Le Corbusier morì nell’agosto del 1965 senza poter portare a termine gli incarichi e tutto quello che ne rimane sono i soli progetti.

Chiara Cecchini