A ruota di Fausto

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2 gennaio 1960: sono ore drammatiche. Fausto Coppi è in agonia e la sorella maggiore Maria, davanti al letto di morte, non smette un solo istante di pedalargli accanto, cercando di trattenerlo in vita con la forza del suo amore, ricordandogli le sue imprese e i momenti indimenticabili della sua esistenza. E’ lei ora al comando, una donna sola al comando: il gregario disperato del campionissimo nella scalata più difficile, sulla montagna più ripida.

Pamela Villoresi porta in scena stasera e domani alla Biblioteca Quarticciolo (replica il 28 al Teatro Tor Bella Monaca) “Il mio Coppi”, un ritratto intensissimo dell’Airone che comincia dalla fine, dagli ultimi suoi attimi passati in sella alla vita. Nei panni della sorella, l’attrice toscana, l’unica sul palco, si fa memoria delle imprese del grande ciclista.

Ma è anche la voce di un’intera nazione, l’Italia, che proprio al fianco di Coppi si stava ricostruendo; un popolo che usciva da una guerra devastante e che con lo sport, e con quello più povero di tutti, ritrovava la voglia di andare in giro per le strade, di esultare, perfino di dividersi nello storico dualismo con Bartali. Un paese che ritrovava la gioia di vivere e di non fuggire più stando paradossalmente "a ruota" di un uomo sempre in fuga.

Francesco Gabriele