The Lover, flam e talento. E quella rivoluzione musicale…

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Punk, metal, pop, rock. Questi sono i generi musicali particolarmente in voga in questo periodo, continuazioni di un “botto storico” fatto negli anni passati e destinati ad essere tramandati per molto tempo ancora. E se qualcuno se ne uscisse nel 2012 con il “flam”? Si storcerebbe il naso, perchè la novità alla pigrissima Italia dà fastidio, comporterebbe spreco di energie per scoprirla e farebbe quasi paura. E questo è un male, perchè l'interessante mix tra funk e glam (appunto, il flam) proposto dai The Lover, unito ad altre piccole dosi di pop e rock, ha delle sonorità finora mai sentite (o quasi) in terra tricolore nel panorama professionistico. Troppo presuntuoso scomodare Freddie Mercury dei Queen (quelli di vent'anni fa però, non gli attuali…) nel tentare di descrivere la voce del frontman Lion Blain (nome d'arte), non lo è affatto nell'affermare che i The Lover sono tra le più pulite, meticolose ed efficaci band dell'underground italiano nella resa live. “Abbiamo un nostro stile, una nostra personalità ed un sound unico e maturo a tal punto da poter escludere qualsiasi influenza di band passate o contemporanee. Puntiamo al successo. La scalata è dura ma sta portando tante soddisfazioni e siamo certi del nostro potenziale”. Ci vuole grande sicurezza nell'affermare ciò, e la formazione di Rho sembra averne molta. Inoltre, a questo quartetto lombardo non mancano nemmeno le palle per mandare un messaggio a tutto il paese, rappresentando un mondo intero, quello underground di qualità che scalpita per avere una possibilità di realizzare il proprio sogno: “Pensiamo che sia giunto il momento di archiviare i dinosauri del passato come Ligabue, Vasco Rozzi e Ramazzotti e dare spazio alle band emergenti italiane. Riteniamo che sia anche giusto promuovere i gruppi portatori di canzoni originali in lingua inglese, premiare chi sa osare in campo discografico. E noi siamo i pionieri di questa rivoluzione musicale”. Che in molti si augurano possa arrivare presto. Chi sia a capeggiarla non ha assolutamente importanza. E' giunto il tempo di rinnovare. E dare un calcio, forte e deciso, ai canoni tradizionali.

Marco Reda

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Mind The Gap” LIVE @  Auditorium Rho (MI)