Cranberries altro che “Zombie”

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I fan li aspettavano il 2 luglio, pronti ad accogliere la band irlandese nella Cavea dell’Auditorium, ma i Cranberries avevano dovuto rinunciare al concerto romano così come alle date del tour europeo «per motivi personali », disse allora Dolores O’Riordan, voce e anima della band, «che preferirei mantenere privati. Questo non è un buon momento per me per iniziare un tour. Chiedo scusa ai fan e prometto che i Cranberries torneranno perfettamente in forma per i nuovi concerti».

Promessa mantenuta: stasera infatti gli irlandesi sono di scena alla Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica per suonare dal vivo i brani dell'album "Roses", uscito la scorsa primavera, che ha incantato pubblico e critica e ha fatto dire al Daily Mail che «dopo dieci anni il quartetto sembra brillare di nuova luce».

Gruppo simbolo degli anni Novanta, i Cranberries sono tornati insieme nel 2010, in seguito allo scioglimento consensuale del 2003. Dopo l'esordio nel 1993 con “Everybody else is doing Ii, so why can't we?”, che conteneva perle come “Linger” e “Dreams”, il gruppo di Limerick è arrivato al successo con “No need to argue”, il disco successivo che vendette tredici milioni di copie e diventò un manifesto degli anni Novanta, grazie al capolavoro “Zombie”, cruda denuncia contro le violenze nell’Irlanda del Nord, quando due ragazzi rimasero uccisi durante un attentato dell’Ira nel marzo 1993.

I vocalizzi della O’Riordan conquistano le vette delle classifiche e trascinano il gruppo. I quattro si propongono come un ibrido tra rock, folk celtico, pop, tra gli U2, gli Smiths e Sinéad O'Connor, forti della voce trascinante e inconfondibile della O’Riordan e di uno stile personale e concreto. I giovani li adorano e Mtv li esalta. Gli anni successivi porteranno il gruppo a seguire altre strade, con dischi meno riusciti e tentativi di avvicinarsi di più al pop.

Dopo l’uscita del doppio antologico “Gold” nel 2008, i Cranberries si lasciano definitivamente e tentano la carta solista. Uno scambio di email tra Dolores O’Riordan e Noel Hogan, il chitarrista del gruppo, fa riunire i Cranberries, che nel 2009 tornano ad esibirsi live con un tour che raccoglie sia i fan degli anni Novanta sia molti giovani neofiti, poco più che poppanti all’epoca di “Zombie” o “Dreams”. Il risultato è quest’ultimo “Roses”: undici brani che riflettono la maturità raggiunta dalla band e dalla sua leader. Più calmi, più sereni, più controllati, i Cranberries tornano con un rock diverso, che però non dimentica il sound tipico di tutta una carriera. Il concerto di stasera, tra vecchi successi e nuove gemme, è l’occasione per capire vent’anni di evoluzione.

Chiara Cecchini