Campo de’ Fiori, il mercato a teatro

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Una commedia musicale che rappresenta vizi e virtù del popolo italico, sullo sfondo della piazza più amata dai romani veraci, Campo dei Fiori. Luogo di celebri mercati di cavalli nel Cinquecento, teatro della tragica morte sul rogo del filosofo Giordano Bruno, oggi è il cuore della movida romana, con mille localini che attirano giovani da ogni angolo dell’Urbe.

Gianni Quinto e Rodolfo Laganà portano in scena da stasera al 25 novembre al Teatro Sistina, tra piazza Barberini e Trinità dei Monti, lo spettacolo “Campo de’ Fiori”, una sorta di omaggio alla romanità e alla voglia di vivere che sceglie questo luogo simbolo per esprimersi compiutamente.

La piazza torna ad essere il luogo di incontro e scontro per eccellenza, come alle origini del teatro latino, quando tutto si compiva nei cosiddetti luoghi pubblici nel senso letterale del termine.

E niente è più pubblico di Campo de’ Fiori, come spiega il regista Pio Quartullo: «Questa è la piazza più aperta, affollata, eterogenea e multietnica della capitale, con il suo popolo che scherza, ride e riempie il suo mercato rionale quotidianamente, e che poi la sera si trasforma con la movida che movimenta il quartiere, con storie vere che sembrano favole e favole che diventano storie vere».

La storia: Cesare ha un banco di ortofrutta, vive ancora col padre e non sembra capace di riuscire a pensare a nulla di serio nella sua vita. Amico di tutti, socievole e aperto, ama Claudia la fioraia da un’eternità e da un’eternità alterna battibecchi e grandi tenerezze nei confronti di questa donna alla quale non ha mai il coraggio di chiedere la mano. Tra loschi figuri e giovinastri che popolano la piazza di notte, la storia quieta di queste persone semplici si complica con una serie di vicissitudine che paiono spingere inesorabilmente i protagonisti a compiere quelle scelte nette che mai avevano avuto il coraggio di immaginare.

Rodolfo Laganà torna in scena con un personaggio che sembra essergli stato cucito addosso. Lui, la bandiera di Roma in tutta Italia con il suo fare teatrale scanzonato e burlone, dopo gli esordi nel gruppo di Gigi Proietti è diventato un punto di riferimento dello spettacolo comico all’italiana. I suoi personaggi, sempre veracemente romani, sanno ben rappresentare il mondo che cambia e la gentilezza d’animo che in fondo appartiene a tutti noi. Sul palco con Laganà anche la brava Milena Miconi, altro volto amatissimo della nostra televisione e del nostro teatro, Marco Passiglia, Renato Raimo, Tonino Tosto e Gianni Quinto. La regia di Pino Quartullo è abile e versatile, anche grazie alle sue esperienze non solo teatrali ma anche cinematografiche e, a Cinecittà, con il mondo delle fiction all’italiana.

Daniele Stefanoni