Grease, più che un musical un rito collettivo

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Era il 1971 quando Jim Jacobs e Warren Casey crearono un musical capolavoro, tutto chitarra e sperimentazioni teatrali. Il titolo scelto fu “Grease”, brillantina, in memoria dei ruggenti e spensierati anni Cinquanta, con la moda dei capelli impomatati, gli hamburger e delle automobili elaborate.

Gli spettatori si accalcarono in quel teatro di Chicago dove venne rappresentato per la prima volta, ma sarà il film di Randal Kleiser del ’78 a lanciare il fenomeno Grease nel mondo, con un fantastico e sexy John Travolta nei panni di Danny e una giovanissima Olivia Newton-John nel ruolo di Sandy.

Tante le versioni teatrali in mezzo mondo, mentre a Roma, al Teatro Brancaccio, da stasera all’11 novembre va in scena la versione italiana del musical, dopo 15 anni esatti dal suo debutto in palcoscenico. Con un milione e mezzo di spettatori e 1200 repliche, lo spettacolo apparve nel 1997 al Teatro Nuovo di Milano e conquistò il pubblico del Belpaese riesumando quelle atmosfere d’antan con il talento della Cuccarini e di Ingrassia.

Nella nuova edizione del Brancaccio, per la regia di Saverio Marconi (co-regia Marco Iacomelli), Danny è Riccardo Simone Berdini, già amato protagonista di “Happy Days” e “Pinocchio”, mentre Sandy è la brava Serena Carradori (che interpretò questo ruolo già nelle edizioni 2007/08 e 2009/10).

La lunga tournée che attende lo spettacolo lo porterà da Napoli a Torino, da Firenze a Genova, da Bologna a Milano. E’ questa la dimostrazione che, a tanti anni dal suo lancio, “Grease” continua a rappresentare un format di successo. Da un lato, attraente rampa di lancio per talenti canori e di recitazione. Dall’altro, diventa una sorta di rito collettivo, in cui il pubblico applaude e canta, talvolta rivivendo anni gli lontani attraverso le trasposizioni del musical, altre volte immergendosi in una atmosfera di sogno giovanile che è sempre affascinante per ogni generazione.

La colonna sonora di “Grease” è stata una delle rivelazioni dello spettacolo. Nei Settanta rimase per settimane al primo posto delle classifiche in molti paesi, mentre ancora oggi tutti canticchiano alcuni successi come "You're The One That I Want" e "Summer Nights", per non parlare di "Hopelessly Devoted to You", cantata dalla Newton-John nel film, che le ha fruttato il premio Oscar per la migliore canzone originale nel 1979.

Daniele Stefanoni