Scatti senza confini

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Il confine tra la fotografia e le altre forme d’arte, se c’è, viene drasticamente a cadere con il Premio Internazionale Massenzio Arte, la rassegna ideata e organizzata per il decimo anno consecutivo in collaborazione con PhotoGallery di Firenze.

Confini”, il titolo dell’edizione 2012, raccoglie proprio i lavori di sei artisti impegnati nell’abolizione di queste “barriere”. Carola Ducoli, Chiara Rame, Francesca Della Toffola, Giammaria Cifuni, Mauro Battiston e Nicolò Quirico sono gli autori selezionati; le loro opere saranno in esposizione a Roma all’Isa di via del Commercio da oggi al 17 novembre, per poi completare il proprio “tour” itinerante a Milano, Trieste, Genova e Torino.

Gli artisti utilizzano la fotografia non solo per cristallizzare in forma visiva un frammento di realtà che esiste indipendentemente dall’atto di fotografarla, ma che cercano di restituire tramite la fotografia un’idea maturata a priori, creata appositamente solo dopo aver trovato la tecnica più adatta o aver composto la scena finalizzata allo scatto.

Ecco allora gli scatti tormentati di Mauro Battiston e la macchina “ecofotografica” di Nicolò Quirico per i suoi “palazzi di parole”, un ipotetico sistema per analizzare le vite nascoste dentro gli edifici delle nostre città, dai palazzi storici del centro ai casermoni di periferia, che lasciano liberi suoni, ricordi e parole grazie alle pagine di libri multilingua stampati all’epoca della costruzione dell’edificio.

Materiali poveri e tecniche di stampa sperimentali servono a Carola Ducoli per restituire le immagini alienanti della periferia milanese.

I versi di Andrea Zanzotto ispirano il lavoro di Della Toffola sul tentativo di fusione con la natura.

Esistenze passate trovano nuovi significati in “Glue” di Chiara Rame, che nasce dal ritrovamento casuale di un registro di fabbrica abbandonato con incollate immagini da giornali, riviste, biglietti, etichette dagli anni ’50 ai ’70.

La memoria e lo spazio urbano sono al centro anche di “ViaGuidoRossa” di Cifuni, ispirato alla vicenda dell’operaio sindacalista uccido dalle BR nel 1979.

Chiara Cecchini