Per sempre Nomadi

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Lo scorso 25 febbraio hanno pubblicato in edizione limitatissima (5mila copie numerate) il disco “E’ stato bellissimo”, una raccolta di brani dal vivo per celebrare il ventennale della scomparsa del leader Augusto Daolio. Poi, il 18 settembre, è uscito il loro trentacinquesimo – udite udite – album in studio dal titolo, emblematico, “Terzo tempo”.

Insomma, i Nomadi sono davvero eterni, e domani sera lo dimostreranno una volta di più sul palco dell’Auditorium di via della Conciliazione, dove passerà il “Ricordarti tour 2012”, altro tributo ufficiale al compianto cantante e fondatore della band ora sostituito al microfono da Cristiano Turato, successore a sua volta di Danilo Sacco che ha lasciato nel 2011 dopo il tour teatrale della formazione di Novellara.

Quella capitolina è la prima tappa di una tournèe dopo tanto tempo a dimensione europea, che dopo il passaggio a Torino e Loreto, farà tappa a Bruxelles (a Rue d’Ercole 76, il 27 novembre) e Londra (alla O2 Academy di Islington, il 28), per poi fare rientro nello Stivale con le date di Genova e Cortemaggiore. Fondati nel 1963, dopo l’esordio in un periodo storico di grande cambiamento non solo per la musica ma anche per tutta il movimento culturale in Italia e all’estero, il gruppo riscuote un importante successo con il singolo rappresentativo “Come potete giudicare”, vero e proprio inno generazionale di sessantottini e discendenti di essi.

E’ l’inizio di un’ascesa sugellata, più tardi, dalla collaborazione con l’allora sconosciuto Francesco Guccini, dalla quale nascono alcuni fra i più grandi successi dei Nomadi fra i quali l’indimenticabile “Dio è morto”. Fino all’inizio degli anni Novanta il gruppo si dedica praticamente ininterrottamente alla pubblicazione di album in studio, tutti supportati da lunghi tour e da campagne di sensibilizzazione sociale che diverranno uno dei punti forti del collettivo, capaci talvolta di far superare anche i forti contrasti interni acuitisi nel tempo. Il 7 ottobre 1992, data della morte di Augusto, costituisce di fatto lo spartiacque della loro carriera. I Nomadi infatti non si fermano, ma anno dopo anno, della formazione originaria non rimane quasi più nulla. Quasi, perchè il tastierista Beppe Carletti è rimasto sempre in sella, l’unico, e ora suona al fianco di Daniele Campani alla batteria, Cico Falzone alle chitarre, Cristiano Turato – come detto – alla voce, Massimo Vecchi al basso e Sergio Reggioli al violino e alle percussioni.

In scaletta, all’Auditorium, ci saranno naturalmente tutti o quasi i maggiori successi degli anni Sessanta e Settanta, ma grande spazio lo occuperanno soprattutto i brani di “Terzo Tempo”, disco che apre una nuova pagina musicale. L’ennesima in carriera. Un lavoro che sprigiona ritmo, energia, freschezza e nello stesso tempo mantiene fede alla canzone di contenuto sociale. Una nuova dimensione che trae linfa dal vissuto per guardare in faccia al futuro con grinta e speranza. Proprio come era solito fare Augusto Daolio.

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