Satiriasi, i cattivi ragazzi della comicità

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Un sipario che s’apre, un uomo sul palco, un monologo al microfono, un pubblico che si diverte. Non è un one man show, tantomeno il cabaret. Che diavolo è allora? E’ “Satiriasi”, il progetto di stand up comedy fondato nel 2009 da Filippo Giardina e in scena dal 12 novembre alla Locanda Atlantide per dieci appuntamenti ogni due lunedì.

Come quella dei padri fondatori del genere – i vari Lenny Bruce, George Carlin e Bill Hicks – la comicità di questo filone d’oltreoceano è assolutamente nuova in Italia scorretta, schietta. In una parola “altra”. Il motto è “la risata è il mezzo, non il fine”. La regola, che non ci sono regole. I comedian, riflettori puntati, rispondono con la coscienza solo all’asta del microfono che hanno davanti.

L’ironia è tagliente, disarmante. La satira il loro pane quotidiano. Con le battute sanno far male; vogliono farlo. Lavoro, razzismo, educazione, donne, sesso, politica e politici: picchiano su tutto e senza pietà. Dicono quello che pensano senza pensare a quello che dicono. Sporchi? Dannati? Cattivi? Veri, e tremendamente attuali. Liberi e in un certo senso liberatori.

Avete presente i vostri amici più cari? Quelli che vi “spiattellano” in faccia tutto senza indorarvi mai la pillola? Ecco, Filippo Giardina, Mauro Fratini, Francesco De Carlo, Daniele Fabbri, Velia Lalli, Pietro Sparacino, Saverio Raimondo e Giorgio Montanini fanno esattamente così. Solo che invece delle pillole usano supposte. Siete pronti?

Francesco Gabriele