Ave Cesare

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Popstar dal 1999, cantautore dal 2002. Poi, lo scorso maggio, s’è trasformato perfino in filosofo Cesare Cremonini, e ha pubblicato “La teoria dei colori”, più che un disco un vero e proprio manuale di emozioni scritto, per sua stessa ammissione, «senza i filtri del buonismo o del politically correct».

Stasera l’artista emiliano lo suona dal vivo al Palalottomatica per la terz’ultima tappa del tour 2012, un giro d’Italia che si chiuderà sabato nella sua Bologna e che ha attraversato l’Italia, in lungo e in largo, da Torino a Napoli, nel nome dell’amore: sognato, vissuto, maledetto; idolatrato comunque e in tutti i suoi effetti.

«Forse queste canzoni sono una reazione più o meno inconscia al periodo difficile che stiamo vivendo, alle difficoltà che giorno dopo giorno macchiano l’esistenza di ciascuno di noi» spiega Cesare, che sottolinea come il suo non sia un concept album ma «senz’altro un album di concetto» il cui manifesto sta tutto nel singolo di lancio “Il comico (sai che risate)”, emblema, nel titolo come nel testo (“E il mondo ride se mi piange il cuore”), di quella tragicommedia dei sentimenti che l’ormai 32enne chansonniere racconta (anche) a colpi di rock: dall’entusiasmo quasi adolescenziale di chi si innamora in “Una come te” – che “ha una valigia per le scarpe che sembra un aeroplano” – fino alla sofferenza consapevole di chi implora: “Fammi a pezzi dandomi del tu” (dal brano “Non ti amo più”).