Gli illusionisti della danza

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Trent’anni fa nasceva Momix col suo primo spettacolo, “Classics”. E proprio per questo trentesimo anniversario così speciale, il gruppo creato da Moses Pendleton porta in scena a Roma, al Teatro Olimpico (piazza Gentile da Fabriano 17) “Momix Remix”.

Dal 13 novembre al 2 dicembre va in scena una sorta di “compilation” dei lavori migliori del gruppo, con pezzi provenienti dal primissimo “Classics” fino all’ultimo “Bothanica”, con l’aggiunta di nuovissime parti pensate ad hoc per queste rappresentazioni, come l’eccezionale coreografia “Baths of Caracalla” in omaggio alla città di Roma. Momix è ormai diventato sinonimo di una particolare tipologia di spettacoli che uniscono danza, coreografie con giochi di scena e di scenografie studiate. I ballerini sono anche illusionisti, mentre si alternano immagini surreali e seduzioni visive.

La “cassetta degli attrezzi” di Momix è ricchissima. Primo fra tutti l’inventiva, che non manca mai da trent’anni. Il corpo umano è l’incarnazione di queste idee fantasiose, un corpo che volteggia, che scompare e riappare in magiche illusioni, un corpo che varca i limiti dell’umano verso un gioco di specchi che colpisce per la sua imprevedibilità. Il resto viene da sé, ed è contaminazione di linguaggi diversi, come gli attrezzi della giocoleria, i giochi di luce degli spettacoli pop, i costumi dei grandi musical. Pendleton, nato in una fattoria del Vermont nel ‘67, ha fondato assieme a Jonathan Wolken il Pilobolus Dance Theatre, che ha conquistato migliaia di spettatori con la sua formula eccentrica di acrobatismo, musica e fantasiose coreografie, vincendo nel ’75 il Premio della Critica a Berlino e ottenendo nel ‘77 il lancio a Broadway. Da qui nasce la formula dei Momix, compagnia fondata nel 1980 e che deve il suo nome ad un assolo ideato da Pendleton per i Giochi Olimpici invernali di Lake Placid nel 1980.

Gli anni sono passati e la formazione della compagnia si è trasformata, ma la formula originaria pare proprio preservata. Dopo molti anni di repliche dell’iniziale “Classic”, nel 1992 nasce “Passion”, ideato sul capolavoro di Scorsese, “L’ultima tentazione di Cristo”, cui fa seguito nel ’94 “Baseball”, nato da una coreografia commissionata dalla squadra di baseball San Francisco Giants. Gli anni seguenti sono un susseguirsi di spettacoli ad alto tasso di creatività, come “Supermomix” nel ’96, “Opus Cactus” nel 2001, “Sun Flower Moon” del 2005 (in occasione del venticinquesimo anniversario) fino all’ultima “Bothanica” del 2009. Del 2010 è invece “Momix Remix” che ha riscosso un grande successo fin dal suo lancio nel quartier generale dei Momix, il Joyce Theatre di New York, ma anche in tutte le tappe internazionali che ha toccato, dal Canada alla Spagna, dall’Italia alla Grecia, alla Francia all’Inghilterra, insieme ad Austria, Svizzera, Irlanda, Olanda, Portogallo, Argentina, Brasile, Russia, Australia e tutto l’Oriente.

Daniele Stefanoni