“Si può fare”. E Matteo lo dimostra

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"Si può fare!” Ve lo ricordate Gene Wilder in Frankenstin Junior? Si può fare è quello che si ripetono molti ragazzi che non hanno voglia di arrendersi questo periodo in cui la crisi ci attanaglia. Uno di quelli che ce l'ha fatta, seguendo l'istinto, un sogno e un'idea è Matteo Achilli, romano, classe 1992.

«Ero all'ultimo anno di liceo scientifico» mi racconta al telefono «e mi è venuta un’intuizione: perché non creare un motore di ricerca per la ricerca del personale adattandolo alle aziende? Ho fatto in modo di assegnare ad ogni curriculum un algoritmo, dando agli aspiranti lavoratori dei punteggi in base all'esperienza lavorativa e di studio».

Praticamente, gli domando, ti sei sostituito ai vecchi sportelli di collocamento? «In soldoni è così. Siamo un tramite tra chi è in cerca di lavoro e le aziende». Questo è Egomnia.it. «Abbiamo cominciato in tre: io che coordinavo e poi un grafico e un ingegnere. Le aziende all'inizio non ci davano credito, ma con il sito e un passaparola virtuale tra ragazzi dell'università ce l’abbiamo fatta! Era il marzo di quest’anno: un boom! In mezza giornata si sono registrate più di mille persone e 20 aziende. Nel primo mese avevamo 10.000 iscritti e 150 aziende, oggi abbiamo 60000 iscritti e 500 aziende, tra le più importanti d'Italia».

Complimenti! La soddisfazione più grande fino ad ora qual è stata? «Esser stati contattati dalla Carrier jet società americana leader nel nostro settore che ci ha dato l'accesso ai loro database». E pensare che l'unica cosa che sanno consigliare gli imprenditori maturi ai ragazzi è: fate le valige e andate in America! La Silicon Valley invece ha cercato Matteo. Che una cosa al ministro Elsa Fornero, secondo cui i giovani italiani sarebbero choosy (insomma schizzinosi), vuole dirgliela: «I ragazzi non devono appiattirsi sulla prima cosa che capita». Vai Matteo, noi siamo con te!

Elisa Isoardi