“In nome della madre” al Quarticciolo

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Il 25 novembre alle 17 al Teatro Biblioteca Quarticciolo Patrizia Punzo porta in scena le pagine del romanzo di Erri de Luca, In nome della madre, che la regia di Danilo Nigrelli farà rivivere come un’esperienza di condivisione con il pubblico direttamente accompagnato nell’incontro con la storia e la vita di una madre, ma soprattutto di una donna tenace, semplice e forte della sua Fede: Maria, la madre di Gesù, ritratta ai giorni nostri attraverso il racconto dei nove mesi che vanno dal concepimento alla nascita del Figlio.

In nome della madre è affidato alle parole di Maria che parla in prima persona, descrivendo gli stati d’animo suoi e di chi la circonda, l’universo di ansie e certezze con le quali ci conduce da Bethleem a Nazareth per presentarci Gesù appena nato. Due sedie e due teli di stoffa sono sufficienti per raccontare questa storia attraverso la messinscena di Danilo Nigrelli, un viaggio che propone in quattro quadri, “L’Annuncio”, “Gli altri”, “Il viaggio” e “La nascita”.

Ad accompagnare ogni singolo spettatore nell’ascolto e nel racconto della vita di Maria, sarà la voce e il corpo di Patrizia Punzo, attrice generosa, madre lei stessa e donna del nostro tempo, che evidenzierà l’amore e il rispetto per un messaggio sempre attuale, senza immedesimazione ma con l’intento di condurci singolarmente all’incontro con questa ragazzina piena di grazia.

 Disposto intorno all’attrice, il pubblico non sarà un semplice spettatore, bensì diventerà protagonista principale di un rito: il mistero di un racconto che ci tocca intimamente e coinvolge tutti. «Erri De Luca è un profondo conoscitore dell’ebraico antico e delle Sacre Scritture ma è anche un ateo dichiarato. Ebbene ciò che più colpisce leggendo questa sua opera sono l’Amore e il Rispetto che egli ha verso questa ragazzina vissuta più di duemila anni fa, mostrandola per quello che è.

Una ragazzina appunto, che si trova a vivere improvvisamente una vicenda che avrebbe potuto schiacciare chiunque ma che con tenacia, semplicità e soprattutto con la Fede lei riesce a governare – commenta Danilo Nigrelli –  In nome della madre è un testo pieno di spunti di riflessione: l’amore tra Maria e Giuseppe per esempio. Un amore tenero e allo stesso tempo molto terreno.

Si affidano l’uno all’altra, lui le crede da subito e lei sa di essere creduta; lui la difenderà da tutto e da tutti e sarà il padre di un figlio non suo; lei lo ama ancora più di prima per questo e desidera solo stare tra le sue braccia. E ancora: questa “strana” famiglia. Loro sì, la Sacra Famiglia, sono tra i primi discriminati di tutte le storie che conosciamo. Loro sono fuori dalla legge, lei è considerata un’adultera, lui uno stupido, e il bimbo il frutto del peccato.  Con le loro scelte si sono posti  fuori dalla comunità dove sono sempre vissuti. Sono loro da discriminare, sono loro gli extra – comunitari, loro i diversi».