\”E la chiamano estate”, fischi e critiche al film di Paolo Franchi (TRAILER)

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Anna (Isabella Ferrari) e Dino (Jean Marc-Barr) stanno insieme da molto tempo ma il loro è un legame fuori da ogni schema tradizionale. Non hanno mai consumato la loro passione e il sesso è assente dal loro matrimonio, tanto che per Dino la mancanza di ogni approccio fisico comincia ad essere qualcosa che lo tormenta, trasfigurandosi come uno dei drammi che continuano a forgiare il suo carattere complesso, derivante da un'infanzia difficile che ha visto l'abbandono da parte della madre dopo il suicidio del fratello.

Non capace di reagire alla situazione creatasi con Anna, Dino intraprende una lenta discesa agli inferi che, tra incontri con prostitute e assidue visite a locali per scambisti, lo spinge a mettersi alla ricerca degli ex fidanzati di Anna per convincerli ad avere nuovi rapporti sessuali con lei. "E la chiamano estate” era molto atteso al Festival di Roma 2012.

Un cast importante e lo scandalo annunciato di molto sesso. Sesso che tra masturbazioni, fellatio, sesso di gruppo e orge non verrà nascosto, ma non basta, perchè il film diretto da Paolo Franchi e prodotto da Nicoletta Mantovani è stato duramente criticato (e fischiato) alla proiezione per la stampa. Il giudizio collettivo è lapidario e definitivo. Ne sono testimonianza le risate ben udibili alla proiezione stampa, che sono idealmente proseguite anche nell’acceso incontro con i giornalisti poche ore dopo.

La critica ha emesso il proprio giudizio e, oltre che delusa, è apparsa addirittura indignata. Difficile dire cosa c'è di sbagliato in un film che a quanto pare sembra tutto sbagliato, dalla prima lunghissima inquadratura della luna all'addio finale del protagonista. L'uso massiccio di retorica e sesso, corpi e metafore stantie, dichiarazioni d'amore e ancora sesso, di gruppo.

Si piange tanto, piange il protagonista, Jean-Marc Barr. E si "sveste" molto Isabella Ferrari, che ha cercato in tutti i modi di difendersi descrivendo con toni entusiastici la propria esperienza sul set, in cui ha dovuto mettersi in gioco in sequenze di sesso molto spinte, sottolineando poi come E la chiamano estate sia “uno dei rari esempi di cinema italiano completamente indipendente”.

Il pubblico? Una fetta di spettatori ha apprezzato, ma altri hanno espresso con chiarezza il loro disappunto. Altri ancora hanno lasciato la sala prima della fine. Insomma, un film che sta già facendo parlare di sè e che sicuramente ha destato molta curiosità. Forse al cinema andrà meglio. Non resta che aspettare, uscirà il 22 novembre.