Radiodervish, quindici anni di musica senza confini

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Lo sfaccettato universo musicale dei Radiodervish prende vita in un concerto antologia, questa sera alla Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, che celebra i primi quindici anni di attività del gruppo pugliese.

“Dal pesce alla luna” è l’originale nome del tour (e del cd-raccolta uscita la scorsa estate) che ripercorre il cammino artistico del duo formato da Michele Lobaccaro e Nabil Salameh dal 1998 al 2012; un viaggio che come suggerisce l’immagine sufi del titolo («se vai dal pesce fino alla luna incontri tutto ciò che può essere conosciuto») è fatto di note che si intrecciano con la storia, con popoli e generazioni di migranti, con le rivolte per la libertà, con il coraggio e la curiosità che colpisce chi, come loro sin da giovani, s’è spinto oltre i propri confini culturali, territoriali e sociali, mosso da una forza, da un amore o da una qualsiasi esigenza di dover vedere e vivere altrove.

Quello dei Radiodervish, a cominciare da quando si facevano chiamare Al Darawish alla fine degli anni Ottanta, è stato uno dei primi esperimenti di world music nel nostro paese, che poi, nel tempo, ha dato vita a una specie di colto cantautorato mediterraneo. «Oggi più che mai – dicono i due baresi – ci sembra che il nostro modo di fare musica possa essere un punto di riferimento per quello che dovrebbe essere il presente e il futuro della nostra società, ovvero la disponibilità a creare spazi di dialogo autentico tra diverse culture». Sul palco, dove convivono l’anima acustica e quella più pop della band, ci sarà spazio anche per alcuni inediti: quelli che andranno a comporre il prossimo album, in fase di registrazione, “Human”.

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