Irrealidades, la verità della finzione

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Cristina de Middel è nata ad Alicante nel ’75, Javier Arcenillas è di Salamanca, classe 1973, mentre Marga Garrido è nato a Madrid nel 1973. Sono i tre fotografi spagnoli che espongono nelle sale dell’Istituto Cervantes di Roma un un percorso artistico curato da Juan Arana.

Giovani ma già affermati e pluripremiati, da oggi al 13 gennaio portano in mostra una destrutturazione della realtà e attuano una ricostruzione attraverso elementi e tratti personalissimi. La grammatica di questo nuovo mondo profuma di post moderno, ed è composta dagli spam ricevuti nella sua casella di posta elettronica per un anno, nel caso di Cristina De Middel in “Polyspam”, o dai paesaggi costruiti a partire da piccoli plastici, come fatto da Marga Garrido in “You are the landscape”. Javier Arcenillas immagina invece un susseguirsi di dettagli dai luoghi di avvistamenti di UFO per le sue “Ovnipresencias”.

Sono queste le “Irrealidades” che danno il titolo all’esposizione: luoghi e tratti di un immaginario della generazione di trentenni, figli della crisi, della precarietà, delle incertezze. La surrealtà si trasforma in una ricostruzione del reale attraverso la finzione. Niente Avatar né mondi paralleli, ma la ricerca del mistero e della magia nelle pieghe della realtà stessa. L’esposizione incontra l’Italia, con Roma, Milano e Napoli, dopo il grande successo spagnolo e francese.

La fotografia torna a essere uno strumento di conoscenza della realtà, attraverso la scoperta di ciò che l’occhio non vede fino in fondo. L’originalità non manca. Gli spam raccolti in casella mail dalla De Middel diventano come detto “Polyspam”, una realtà palpabile e fotografabile, attraverso rielaborazioni profonde e di sopraffina tecnologia fotografica. La perfezione è la vera ossessione di Garrido con il suo “You are the landscape”, con visioni paesaggistiche idealizzate, mentre Arcenillas costruisce “Ovnipresencias”, con un alone di mistero e ombra inquietante dietro una realtà apparentemente ordinaria.

Il Cervantes continua la promozione della cultura spagnola con una scelta lodevole: dar voce ai talenti giovani in anni di dura crisi per l’Europa mediterranea costituisce un investimento sul futuro e sulla costruzione di un nuovo panorama culturale condiviso. Ma dove inizia, dunque, la realtà e dove termina la finzione? «Para poder distinguir lo real de lo irreal uno debería haber experimentado ambas cosas». Comprensibile, no?

Daniele Stefanoni