Suona la campanella di Malika Ayane

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Il suo sponsor più illustre è Paolo Conte, che alla sua voce ha dato addirittura un colore: «un arancione scuro che sa di spezia amara e rara». Malika Ayane approda stasera all’Auditorium Parco della Musica con il tour del nuovo album “Ricreazione”, entrato direttamente al secondo posto nella classifica dei dischi più venduti nella settimana dell’uscita e trainato dal successo del singolo-tormentone “Tre cose”: semplicemente il brano più trasmesso dalle radio nazionali.

Il disco è quello della definitiva consacrazione per la cantante milanese dalle origine marocchine, basti pensare che oltre al nutrito parterre di musicisti che hanno collaborato con lei in studio (il già citato Paolo Conte, Pacifico, Tricarico, Boosta dei Subsonica, The Niro e Paolo Buonvino), il lavoro segna anche il suo esordio nelle vesti di produttrice artistica (e pensare che ha solo 28 anni).

Il concerto alla Sala Santa Cecilia sarà particolare almeno quanto lo è Malika, tremendamente affascinante pur nella sua semplicità. In scaletta, molte delle canzoni dell’ultimo album, già il terzo della sua breve ma intensa carriera, ma non tutte, perché, come ha spiegato lei stessa, «è un’opera piacevolmente densa di suoni, quindi abbiamo optato per una selezione accurata».

Lo show sarà diviso in due parti: nella prima ci saranno pochi strumenti, «gli esssenziali», per una situazione “live” intima e pregna di alcune delle vecchie canzoni, brani come “Verrà l’estate”, “Come foglie”, “Ricomincio da qui” e “L’unica cosa che resta”. Poi però il palco si popolerà di musicisti, «e allora scatterà il momento “Ricreazione”». La Ayane sarà accompagnata dai membri del suo “gruppo”: Leif Searcy alla batteria, Marco Mariniello al basso, Stefano Brandoni alla chitarra, Carlo Gaudiello al pianoforte, Giulia Monti al violoncello e Daniele Parziani al violino. A loro si aggiungeranno tre fiati e una viola.

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