“Columbus Way” – SMOKEY FINGERS

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Columbus Way” è uno di quei dischi da avere assolutamente nella propria collezione, un barlume di speranza per chi crede (giustamente) che l'Italia abbia molto da dire in fatto musicale e non vede l'ora che i suoi gruppi emergenti abbiano la giusta considerazione. Non ci mette granchè del suo, l'Italia stessa, per far sì che ciò avvenga, ma questo è un altro discorso. Gli Smokey Fingers, da Lodi, con quest'album danno una forte scossa con l'obiettivo di raggiungere gli Stati Uniti, fonte di ispirazione del progetto, e far vedere loro che il tricolore non è morto. Il sounddi questo quartetto esordisce nel mondo discografico con un ottimo “dodici tracce” che rievoca in pieno le tendenze degli anni '60-'70, tra hard rock, southern e blues.

A rompere il ghiaccio e iniziare il viaggio per le strade deserte e isolate dell'Alabama è la opening-track “Old Jack”, che trasmette tutto l'entusiasmo per l'inizio di un'avventura in giro per gli States. A seguire c'è “The Lover”, in cui le influenze dei Led Zeppelin sono evidenti e si avverte il primo assolo di chitarra del disco. L' “American Trip On The Road” con gli Smokey Fingers prosegue e si giunge allo splendido riff di chitarra di “Chains Of Mind”, una delle migliori dell'Lp che con il suo ritmo andante e tranquillo riesce ad isolare l'ascoltatore dalla realtà. “Born To Run” è poi un'altra chicca dell'album, che parte con toni bassi e a fari spenti per poi aprirsi progressivamente nei suoi quattro minuti e mezzo di durata e piazzare un bel solo ispirato di chitarra nel bridge, l'ennesimo e secondo di una lunga serie. L'ascolto prosegue scorrevole e “Columbus Way” non annoia mai, con “Ride Of Love” (notevole somiglianza con lo stile dei Lynyrd Skynyrd), il southern-rock di “Over The Line” e “Die For The Glory”, quest'ultima la meno incisiva nella tracklist.

Il meglio però (cosa insolita) arriva proprio adesso: “The Good Countryside” è un misto tra rock e post-grunge, dalle sonorità più attuali e molto orecchiabili, “Sweet Tears” è una perla da avere nell' iPod, leggera, delicata, nostalgica, emozionale e dal ritornello bellissimo, per una canzone che sa davvero trasmettere qualcosa, aldilà del fascino del rock. “Country Road” è il prologo del gran dessert fornito dall'energia di “Crazy Woman”, dal fichissimo giro di chitarra, e dal brano di chiusura “Devil's Song”, il più lungo dell'album che piazza un ultimo, intenso solo conclusivo tutto “fuoco e fiamme”. Il viaggio a stelle e strisce termina ma si avrebbe subito voglia di ripartire. “Columbus Way” è un piccolo capolavoro del rock che fu ed il fatto che sia soltanto il primo lavoro degli Smokey Fingers dimostra quanto talento ci sia in questa band, autrice di un disco particolarmente indicato per gli amanti delle fughe chitarristiche e i nostalgici di sonorità gloriose, e ormai passate, ma mai defunte. Unica pecca, leggera e solo per intenditori, il mixaggio della batteria che, se fatto ancora meglio, avrebbe ulteriormente proiettato gli Smokey Fingers in un'America che li invoca a gran voce.

 

TRACKLIST

1 – Old Jack

2 – The Lover

3 – Chains Of Mind

4 – Born To Run

5 – Ride Of Love

6 – Over The Line

7 – Die For The Glory

8 – The Good Countryside

9 – Sweet Tears

10 – Country Road

11 – Crazy Woman

12 – Devil's Song

 

Marco Reda

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The Good Countryside