“Black Flowers Cafè” – BLACK FLOWERS CAFE\’

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La prima cosa che incuriosisce nel leggere la tracklist di “Black Flowers Cafè” è che i nomi delle tracce sembrerebbero più adatti a leggendari guerrieri vichinghi che a canzoni. Molto astuta l'idea dell'omonima band emergente di Cosenza, che se non altro un modo per incuriosire il più classico dei profani l'ha trovato, in un periodo in cui se esteticamente non sei affascinante e non hai qualche dettaglio caratteristico (ancor prima che musicalmente) vieni scartato senza difficoltà. Con le sue nove tracce dai titoli particolarissimi “Black Flowers Cafè” induce l'ascoltatore a premere il pulsante “Play” dopo averlo messo in uno stereo (album rilasciato il 23 Settembre 2012 e scaricabile dal profilo Bandcamp del gruppo).

La curiosità ripaga poi gli amanti delle sonorità sperimentali, psichedeliche, alternative e diverse dalle canzoni passate dalle grandi radio italiane. L'intro strumental/post rock “Baikonur” ne è un esempio, che ha poi poco a che vedere con la prima parte della successiva “Ophir Chasma”, un brit-pop più moderno, fresco e movimentato (cantato in inglese); nel minuto e mezzo finale di questo brano tornano però ipnosi (giro di basso) e sperimentazione (chitarra), elementi cardine del finale strumentale e del brano precedente. I Black Flowers Cafè hanno tante idee e non hanno paura di mescolarle l'un l'altra, anche sconsideratamente o semplicemente per pura voglia di suonare ciò che viene dal cuore. C'è poca continuità tra un brano e l'altro, inizialmente è tutto sempre vivo e inaspettato e ciò sembrerebbe rendere quest'album poco prevedibile. In realtà, a parte qualche rapido excursus nel pop inglese in stile Arctic Monkeys (“Alnitak” e la conclusiva “Vega”, in cui viene citato anche il famosissimo “To Be Or Not To Be” di Shakespeare) si evince chiaramente che Pink Floyd, Radiohead e Don Caballero sono il pane quotidiano del quartetto calabrese: “Thuban”, terza traccia della tracklist, è un toccasana per il relax (percussioni, voce e dolci tastiere) ed ha un suo simile nella numero otto “Altair/Deneb”, un delicato viaggio nella fantasia, “Mintaka” è la miglior traccia del lavoro e in “Dhube/Merak” si scomoda addirittura il tempo 5/4, in un mix tra Tool e ancora Radiohead. Nel complesso “Black Flowers Cafè” è un buon album dall'altrettanto apprezzabile qualità di registrazione. Non si aspetti però purtroppo, la band, di spaccare il mondo con un genere così di nicchia e colpevolmente non valorizzato.

 

TRACKLIST

1 – Baikonur

2 – Ophir Chasma

3 – Thuban

4 – Dhube/Merak

5 – Alnitak

6 – Alnilam

7 – Mintaka

8 – Altair/Deneb

9 – Vega

Marco Reda

http://blackflowerscafe.wordpress.com/Black Flowers Cafè sito ufficiale

http://blackflowerscafe.bandcamp.com/album/black-flowers-caf – “Black Flowers CafèBandcamp LISTEN & DOWNLOAD

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Alnitak