I versi di Remo Remotti a ritmo di jazz

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Remo Remotti, «attore, pittore e scrittore italiano, nonché scultore, poeta, cantante, umorista e drammaturgo» dice Wikipedia. Tutto vero, per carità: da sottoscrivere parola per parola. Ma non è niente rispetto al “personaggio” Remo Remotti.

Ottantotto anni vissuti al massimo: romano (anzi romanissimo), Remotti è uno che ha attraversato continenti, arti, scene, set, vivendo da protagonista la realtà del secolo scorso e portandone su di sé le contraddizioni.

Uno che ha lavorato con gli autori più grandi del nostro teatro e del nostro cinema (Remotti è l’anagramma perfetto di Moretti e, singolare caso del destino, Remo è stato protagonista indimenticabile di tre altrettanto indimenticabili film di Nanni).

Ma è anche un idolo dei giovanissimi: su Youtube i video delle sue poesie sul sesso (soprattutto quello femminile, romanescamente declinato in innumerevoli varianti) e sui piaceri della carne nella terza e quarta età vanno per la maggiore; perle di saggezza e disincanto che farebbero impallidire perfino un guru del sesso parlato (e non solo…) come Franco Califano.  Stasera e domani “Remo Remotti e la sua orchestra” sono i protagonisti della scena del risto-teatro Skené a Piramide.

I versi del “maestro”, a volte esasperatamente grevi e pittoreschi, si alterneranno alle sonorità morbide del trio jazz composto da Manlio Maresca alla chitarra, Giulio Scarpato al contrabbasso e Fabio Sasso alla batteria, che riprendono composizioni dello stesso Maresca insieme a classici del repertorio jazz tradizionale degli anni Trenta e Quaranta. Appuntamento alle 22.

Chiara Cecchini