Caravaggio 400 anni dopo

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In alcuni casi si tratta di citazioni dirette, in altri di spunti tematici e in altri ancora di semplici accostamenti. La sostanza, però, è una e una soltanto: la reinterpretazione di Caravaggio in chiave moderna. È stata inaugurata sabato alle Scuderie Aldobrandini (Museo Tuscolano a Frascati) “About Caravaggio. Visioni e illusioni contemporanee”, una collettiva che fino al 7 aprile mette in mostra le riletture di alcune opere del maestro realizzate da venticinque illustri artisti dell’oggi, donando una nuova luce all’arte del pittore milanese grazie a linguaggi “altri” di espressione come il video, la fotografia o le performance dal vivo.

A spiccare – oltre al “Bacco all’osteria” nella versione di Gregorio Sciltian, alla “Stiratrice e ragazzo” dipinta da Guttuso e alle iper-realistiche nature morte di Luciano Ventrone e di Zhang Wei Guang – sono come detto i lavori figli della creatività del ventunesimo secolo. Jannis Kounellis partecipa con un’installazione di materiali poveri; Radu Dragomirescu ne ha fatta una organica; Vik Muniz, il più celebre artista brasiliano, punta sulle sue “Pictures of junk” e “Pictures of magazine”. Renato Meneghetti ha fatto addirittura una grande radiografia che «guarda dentro e oltre» Caravaggio.

E poi ci sono le dissacranti creazioni neo pop di Marco Perego e quelle preziose in vetro soffiato dell’artista francese Christelle Familiari. Quanto ai video, di grandissimo effetto è il fermo immagine di un paradiso postapocalittico tratto da una pellicola di AES+F, il gruppo russo più apprezzato della scena attuale. Mentre in foto, il mito caravaggiesco appare glamour con David LaChapelle, intimo e profondo grazie a Dino Pedriali (ritrattista, tra l’altro, di Pier Paolo Pasolini) e provocatorio negli scatti di Andres Serrano e del Young British Artist Mat Collishaw. Più classici infine, ma non per questo di minor enfasi, gli scatti che interpretano il Narciso della danese Elina Brotherus.

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