Dieci anni di Carmelo Bene

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Carmelo Bene, uno dei maestri e dei capisaldi del teatro italiano, e  scomparso da dieci anni. “Benedette foto!” scriveva nella sua prima autobiografia. Gli veniva alla mente “Cristo 63”, lo spettacolo per il quale fu accusato di oltraggio, ma scagionato grazie agli scatti fotografici di Claudio Abate.

Quelle foto, centoventi in tutto (in bianco e nero e a colori) sono state realizzate dal 1963 al 1973, sia durante le prove che durante le rappresentazioni di dieci fra gli spettacoli di Carmelo Bene, da “Cristo 63” appunto al lungometraggio “Salambo ”. Il percorso, a cura di Daniela Lancioni con Francesca Rachele Oppedisano, e  visitabile a Palazzo delle Esposizioni di Roma (via Nazionale 194) dal 4 dicembre al 3 febbraio, offrendo la singolare opportunita di mettere a fuoco un pezzo della nostra storia teatrale. La centralita  delle luci per costruire la magia del teatro, la cura dei costumi, l’agire dell’attore calibrato sul carisma del gesto.

Tutto questo e  immortalato nelle immagini, che restituiscono il giusto valore documentario all’uomo e al personaggio. Il drammaturgo e attore di Campi Salentina e  raccontato con cura filologica e sicurezza di metodo da Claudio Abate, figlio d’arte e cresciuto professionalmente a contatto con artisti di ogni genere, ereditandone magia e potenza espressiva ben rappresentate in questa serie.

Le immagini, nel loro complesso, restituiscono il teatro di Bene fissandone con esemplare chiarezza, come è nella maniera del fotografo, le figure e gli oggetti e la loro relazione con lo spazio; permettono di verificare alcune celebri invenzioni del teatro di Bene, le luci, l'importanza data ai costumi, alcuni trucchi, come quello più volte adottato delle maschere mosaicate, la presenza in scena di letti, manichini, cornici. Ma soprattutto, come ha scritto Jean-Paul Manganaro nel testo in catalogo, testimoniano gli istanti particolari in cui Carmelo Bene ha assunto la potenza delle sue decisioni sceniche destinate in seguito ad essere riproposte attraverso un programma di rielaborazione e di ricerca continui.

Daniele Stefanoni