Canova, idee capolavoro

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È una mostra di idee quella che vede protagonista Antonio Canova a Palazzo Braschi da oggi al 7 aprile. In esposizione infatti v’è, come da titolo, “Il segno della gloria”, ovvero il pensiero, impresso sulla carta a mo’ di bozza, da cui il pittore e scultore veneto prendeva le mosse per “confezionare” ogni suo capolavoro.

Un percorso sui generis, e sulle tracce dell’ispirazione artistica, che come sottolineato dall’assessore capitolino alle Politiche Culturali, Dino Gasperini, «ricostruisce la storia di un genio all’interno del disegno». O meglio dei disegni, perchè sono ben settantanove quelli presenti al Museo di Roma reperiti dalla raccolta donata al Civico di Bassano da Giambattista Sartori, fratellastro e unico erede del Maestro di Possagno.

Oltre ai fogli ci sono quindici acqueforti delle opere realizzate, sei modelli originali in gesso, quattro tempere, un dipinto a olio, due terrecotte e due marmi. Un’ampia selezione che definisce il ruolo di “padre della modernità” di Canova nell’Europa del Sette- Ottocento, una modernità esistenziale ed esecutiva, data appunto dall’identificazione dell’intuizione col disegno, ormai prassi dell’arte contemporanea.

Le carte in mostra raccontano perfettamente la varieta  del suo segno e dei metodi di progettazione, individuando poi due principali percorsi di lettura del lavoro canoviano: il rapporto con la scultura antica delle collezioni romane e quello con i personaggi storici e della cultura del suo tempo. Sara  possibile ammirare i grafici preparatori per i monumenti e le sculture di Clemente XIV, Napoleone Bonaparte, Maria Luisa d’Asburgo, Maria Cristina d’Austria, Carlo III e Ferdinando I di Borbone, George Washington, Vittorio Alfieri, Orazio Nelson, e Paolina Borghese Bonaparte oltre alle opere commissionate da Giorgio IV re d’Inghilterra e Joséphine de Beauharnais Bonaparte.

Luci puntate anche sulle incisioni fatte eseguire da Canova per offrire l’immagine del lavoro terminato, come su cinque bozzetti in gesso e in terracotta e due dipinti: tutti parti integranti dell’iter della realizzazione. Completano infine il nucleo espositivo i disegni per tre celebri capolavori: la “Venere Italica”, il “Creugante e Damosseno” per Pio VII ed “Ercole e Lica” per il banchiere Torlonia.

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