Le facce del potere

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Una volta si chiamavano aristocrazia, erano di origini nobili e detenevano in modo indiscutibile il potere politico ed economico. Oggi sono gli “Uppercrust”, i membri delle leading class, per dirla all’anglosassone, che detengono la capacità  di determinare cosa sarà , sia negli scenari economici che in quelli di potere.

Alla The Gallery Apart (via di Monserrato 40), va in scena da oggi al 9 febbraio una mostra pittorica inconsueta di Alessandro Scarabello, giunto alla sua terza personale in galleria.

Uppercrust” nasce come termine che indica il pane, ben cotto nella parte alta, metaforicamente quella della società dei potenti, e meno cotto e pregevole nella parte bassa, che rappresenta, fuori di metafora, il resto della popolazione. Prendendo spunto dai movimenti di protesta degli ultimi anni, sorti spontanei in tutto il mondo proprio per lottare contro le elite di potere, questa mostra ne costituisce il naturale e fisiologico collegamento col mondo dell’arte.

D’altra parte Scarabello, romano, classe 1979, fa parte di quella generazione di trentenni che vede il mondo scoppiargli tra le mani tra privilegi di pochi e insofferenza di molti. E come tale si sente incaricato di trasmettere questa percezione in un linguaggio artistico, pittorico, vivo e incisivo. Ecco quindi una serie di ritratti di uomini e donne a grandezza naturale, che paiono guardare il mondo dall’alto in basso, con quel sussiegoso atteggiamento di chi e  al sicuro sempre e comunque. La voce della piazza, lo slogan di protesta e la manifestazione pacifica hanno ora un volto artistico, un travaso in quei linguaggi ultratemporali che promettono di consegnare i moti di piazza alla longue durée dell’arte.

A rendere più completo il quadro generale che ne esce, ci pensa anche un’installazione, sempre di Scarabello. Cento piccoli ritratti di uomini e donne di potere ruotano in una slide show che e  il cuore dell’installazione, mentre due plinti ne costituiscono la base .

Daniele Stefanoni