Mario Venuti, “l’ultimo romantico”

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La prima tappa dell’Ultimo Romantico. Mario Venuti inaugura il suo tour invernale stasera alla Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica con un concerto acustico che lo vedrà esibirsi sul palco accompagnato solo dai tasti del suo pianoforte.

In scaletta molti grandi successi ma soprattutto i brani dell’ultimo lavoro intitolato appunto “L’ultimo romantico”, l’album che ha segnato il ritorno sulle scene del cantautore siciliano a tre anni di distanza da “Recidivo” (2009) e dopo l’esperienza teatrale con il musical “Jesus Christ Superstar”. «In un periodo come quello che stiamo vivendo – dice il catanese – la parola romantico dovrebbe riacquisire il suo antico significato. Romantico è chi reagisce alla razionalità con l’emotività, la fantasia e l’immaginazione; il romantico insegue la follia, la visione, il sogno».

Lo stesso sogno che ha spinto Mario a fare della musica la sua vita sin dal lontano 1984, quando appena ventunenne esordì sul mercato discografico con la sua band dell’epoca, i Denovo. «Bello – continua Venuti – sarebbe non sentirmi più un sopravvissuto, un animale in via d’estinzione, l’ultimo romantico». Già trainato dai singoli “Quello che ci manca” e “Fammi il piacere”, il disco continua a far parlare di sè grazie alla canzone “Trasformazioni”, attualmente in rotazione in radio: un pezzo «nato parecchio tempo fa, quando si parlava già tanto della fine del mondo predetta dai Maya. Io comunque ci credo poco», ammette, «ma dobbiamo fare quel che dobbiamo, anche se domani finisse tutto». L’importante, d’altronde, è che non finisca tutto stasera.

Fra. Ga.